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#1 Sigmundflower

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Parašė 04 liepos 2011 - 18:00

Vilnius, bozza di accordo

Vilnius, bozza di accordo Vilnius, bozza di accordo Sarà preparata entro dopodomani MOSCA. Urss e Lituania hanno convenuto di preparare ciascuno entro l'I 1 luglio i progetti di accordo che serviranno da base per i colloqui che saranno probabilmente condotti a livello di capi di governo. Lo ha reso noto il primo ministro lituano, Kazimiera Prunskiene, parlando alla televisione della repubblica baltica. «I documenti in fase di preparazione — ha detto il capo del governo lituano, secondo quanto riferisce la "Tass" — costituiranno un pacchetto di accordi riguardanti le relazioni politiche, economiche, com- merciali e proprietarie, la dogana, l'esercito ed altri problemi». Venerdì scorso la signora Prunskiene ed il primo ministro sovietico Nikolai Ryzhkov si sono messi in contatto telefonico. Ryzhkov ha informato il primo ministro lituano di essere «autorizzato a dirigere una commissione governativa sovietica o un gruppo di rappresentanti, inclusi due deputati del parlamento sovietico, per preparare i colloqui». Il rappresentante di Mosca ha espresso «il desiderio della leadership sovietica che da parte lituana venga costituito un gruppo adeguato». Kazimiera Prunskiene da parte sua ha affermato che la Lituania ha preparato un progetto di protocollo sui colloqui con l'Urss che «definirà problemi organizzativi, i temi, il luogo e la data dei colloqui nonché i problemi da discutere nei colloqui». Lo sviluppo annunciato dal premier lituano arriva a dieci giorni dalla sofferta decisione del Parlamento di Vilnius di proclamare una moratoria di cento giorni sulla dichiarazione d'indipendenza dell'11 marzo scorso. Il presidente dell'Urss Gorbaciov con il primo ministro Ryzhkov (a sin.) e il presidente del Parlamento sovietico Lukianov

da "La Stampa" del 09 luglio 1990


#2 Griso

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Parašė 05 liepos 2011 - 09:35

Rodyti pranešimąSigmundflower, Jul 4 2011, 09:00, pasakė:

Vilnius, bozza di accordo

Vilnius, bozza di accordo Vilnius, bozza di accordo Sarà preparata entro dopodomani MOSCA. Urss e Lituania hanno convenuto di preparare ciascuno entro l'I 1 luglio i progetti di accordo che serviranno da base per i colloqui che saranno probabilmente condotti a livello di capi di governo. Lo ha reso noto il primo ministro lituano, Kazimiera Prunskiene, parlando alla televisione della repubblica baltica. «I documenti in fase di preparazione — ha detto il capo del governo lituano, secondo quanto riferisce la "Tass" — costituiranno un pacchetto di accordi riguardanti le relazioni politiche, economiche, com- merciali e proprietarie, la dogana, l'esercito ed altri problemi». Venerdì scorso la signora Prunskiene ed il primo ministro sovietico Nikolai Ryzhkov si sono messi in contatto telefonico. Ryzhkov ha informato il primo ministro lituano di essere «autorizzato a dirigere una commissione governativa sovietica o un gruppo di rappresentanti, inclusi due deputati del parlamento sovietico, per preparare i colloqui». Il rappresentante di Mosca ha espresso «il desiderio della leadership sovietica che da parte lituana venga costituito un gruppo adeguato». Kazimiera Prunskiene da parte sua ha affermato che la Lituania ha preparato un progetto di protocollo sui colloqui con l'Urss che «definirà problemi organizzativi, i temi, il luogo e la data dei colloqui nonché i problemi da discutere nei colloqui». Lo sviluppo annunciato dal premier lituano arriva a dieci giorni dalla sofferta decisione del Parlamento di Vilnius di proclamare una moratoria di cento giorni sulla dichiarazione d'indipendenza dell'11 marzo scorso. Il presidente dell'Urss Gorbaciov con il primo ministro Ryzhkov (a sin.) e il presidente del Parlamento sovietico Lukianov

da "La Stampa" del 09 luglio 1990



Ummm...questo articolo mi sembra molto "attuale". A causa delle difficoltà economiche che la Lituania sta attraversando non escluderei a priopri una nuova bozza di accordo :laugh: ...cambierebbero solo i nomi dei protagonisti :prr:


#3 Sigmundflower

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Parašė 05 liepos 2011 - 17:21

Non sarà giustiziato il dirottatore in Urss Dalla pena di morte a 15 anni di carcere |
Non sarà giustiziato il dirottatore in Urss La Corte d'appello ha commutato la condanna al lituano, seguendo l'esempio del processo agli ebrei di Leningrado - Anche il pilota in prigione dal corrispondente Mosca, lunedì mattina. Vitautis Simokaitis, un lituano trentaquattrenne accusato di tentato dirottamento di un aereo di linea, non sarà fucilato: la Corte d'Appello di Vilnius, capitale della Lituania, ha modificato il verdetto dei giudici di primo grado, trasformando la condanna a morte in quindici anni di reclusione. La Corte lituana ha quindi seguito l'esempio della Corte d'Appello di Mosca, che aveva commutato in quindici anni di carcere la pena di morte inflitta dal Tribunale di Leningrado a due ebrei sovietici. Nessuna riduzione di pena, invece, per la moglie di Simokaitis, Grazhina, che aveva preso parte attiva al tentativo del marito, ma era stata condannata ad una pena più mite, tre anni e mezzo, perché in attesa di un figlio. La notizia della sentenza ri appello e stata diffusa a Mosca nella notte tra sabato e domenica da fonti non ufficiali. Il processo si è svolto a porte chiuse e dalle poche informazioni apprese dai parenti degli imputati sono rimbalzate a Mosca attraverso i soliti canali clandestini. Le stesse fonti hanno aggiunto una notizia che non era trapelata durante il processo di primo grado: anche il piIota dell'aereo — un « Antonov 12 » in servizio tra Vilnius e Palanga, centro balneare della costa lituana — è stato processato per complicità con i dirottatori. L'ufficiale dell'« Aeroflot » è stato condannato a 15 anni di carcere, come il principale imputato. Simokaitis e la moglie in-tendevano espatriare clande-stinamente in Svezia. Secondo i piani iniziali, il loro ten- tativo, compiuto il 9 novembre scorso, avrebbe dovuto essere . facilitato dal pilota dell'aereo che pure voleva fuggire dall'Unione Sovietica. Ma il resto dell'equipaggio oppose un'inattesa resistenza, nonostante il dirottatore fos-' se armato di pistola, e, impe- gnando una dura lotta corpo a corpo, riusci a disarmare e immobilizzare Simokaitis. La giovane moglie tentò al-lora di attuare la seconda parte del piano: un suicidio collettivo, piuttosto che la du-rissima detenzione in un « la-ger ». La donna estrasse dal la borsa un barattolo di kerosene e tentò, senza riuscirvi, di dare fuoco all'aereo. Nel processo d'appello, gli avvocati di Simokaitis hanno potuto appoggiare la loro difesa sul precedente giurisprudenziale della riduzione di pena agli ebrei di Leningrado. La tesi è stata accolta, sebbene Simokaitis fosse recidivo in fatto di tentativi di fuga all'estero: pare che cinque anni fa, mentre era in Polonia con una comitiva turistica, egli abbia tentato di « raggiungere navi americane in acque neutrali ». Paolo Garimberti



(01.02.1971) StampaSera


#4 Griso

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Parašė 18 liepos 2011 - 10:09

Le tigri ballano sul Baltico
Da inizio anno Tallin, Riga e Vilnius sono su del 34%...
Alla perenne ricerca di mercati azionari che abbiano le potenzialità di offrire performance a due cifre, la comunità finanziaria internazionale da alcuni mesi sta puntando i riflettori sulle «tigri baltiche». In effetti, se si dà uno sguardo ai rialzi compiuti in questi ultimi anni dalle Borse di Estonia, Lettonia e Lituania, ben si capisce il motivo di tanta curiosità. Dallo scoppio della crisi russa del 1998 a oggi, le piazze finanziarie di Tallin, Riga e Vilnius segnano un guadagno rispettivamente del 202%, 77% e 223%. Dall' inizio dell' anno, invece, la crescita si attesta mediamente al 34%. Come spiegano i (pochi) broker che operano su questi mercati, l' eccezionale performance è dovuta al «piccolo-grande» miracolo economico inaugurato nel 1991 (anno in cui le tigri baltiche ottennero l' indipendenza dall' Unione Sovietica). Miracolo che si è sostanziato nella forte crescita economica, nel risanamento dei conti pubblici, nel massiccio afflusso di investimenti diretti e, non ultimo, nella recente adesione alla Ue. Tanto per fare un esempio, nel 2003 il Pil dell' Estonia è cresciuto di quasi il 5%, quello della Lettonia del 7,5% mentre quello della Lituania è vicino al 9%. Ritmi quasi cinesi. Il trend è destinato a durare: secondo le stime della Uhispank, la seconda banca estone, il Pil delle tre tigri baltiche nel 2005 sarà in rialzo del 6%, 7% e 6,8%. Con queste premesse è naturale che i grandi investitori internazionali incomincino a interessarsi sempre di più di questi mercati...

(1 novembre 2004) - Corriere Economia


#5 manu69

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Parašė 25 liepos 2011 - 14:29

Rodyti pranešimąGriso, Jul 18 2011, 09:09, pasakė:

Le tigri ballano sul Baltico
Da inizio anno Tallin, Riga e Vilnius sono su del 34%...
................................................................................
................................................................................

(1 novembre 2004) - Corriere Economia


Che nostalgia !! anche '96- '99 .... bei tempi ! :D


#6 Sigmundflower

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Parašė 30 rugpjūčio 2011 - 13:01



#7 Griso

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Parašė 20 rugsėjo 2011 - 10:59

Che bell'articolo...altri tempi.
Ecco cos'era lo spirito della Lituania. La "primavera" di Vilnius
Tratto daLa Stampa del 12 luglio 1984


Le due bandiere della Lituania


Le due bandiere della Lituania NEL PAESE CHE MOSCA NON E' RIUSCITA A TRASFORMARE Le due bandiere della Lituania Sono la religione cattolica, praticata dal 70 per cento, e la lingua • In questa propaggine dell'impero sovietico si parla russo «il meno possibile» e si beve birra, non vodka - Un indomito spirito nazionalistico «che non va tuttavia confuso con ambizioni d'indipendenza» Apertura verso gli stranieri e la loro cultura - I rapporti con la Polonia e Solidarnosc - Villette private accanto al «kolchoz»
DI RITORNO DA VILNIUS (Lituania) — Zemaiciu Aline è il nome di uno straordinario locale nella via Muziejaus. Sotto terra, in una teoria di cantine comunicanti, grotte fumose e appena illuminate, schiere di giovani lituani versano da grandi brocche di terracotta l'ottima birra delle campagne. Birra, non Vodka, ed è il primo segno di quanto sia distante da Mosca questa propaggine del grande impero sovietico. Alte, bionde, le ragazze soventi eleganti, la sua è una gioventù da Nord Europa più che da steppe euro-asiatiche; ed è la gioventù che si rltrova in tutte le birrerìe, e nei bistrot, così animati e raccolti, cosi diversi dalle piazze d'armi quali appaiono — simili a squallidi atrìi di grandi stazioni ferroviarie — troppi ristoranti di Mosca e della Russia. .."Parla russo?", mi rivolgo alla ragazza che più che cameriera è ballerina. «Il meno possibile..," è la bruciante risposta. Nell'identità della lingua — che gli esperti dicono derivi direttamente dal sanscrito — si raccoglie quanto rimane di un indomito spirito nazionalistico «che non va tuttavia confuso, mi spiega un giovane professore universitario, con ambizioni d'indipendenza". Come la religione cattolica (praticante: il 70 per cento della popolazione), anche la lingua è una bandiera alla quale non solo generazioni nostalgiche, ma anche le nuove leve si stanno aggrappano con grande vigore. Tutti i lituani studiano russo a scuola, ma soltanto il 30 per cento degli adulti lo parla. E neppure molto bene. In quel mancato crogiuolo di nazionalità che è la Lituania, la penetrazione di Mosca risulta appena superiore a quella polacca e il processo di russificazlone considerevolmente inferiore a quello di province molto più lontane e addirittura nel cuore dell'Asia. In Uzbekistan, per esempio, la cultura russa ha trovato spazi più facilmente disponibili .In Lituania, come anche in Estonia e (meno) in Lettonia, l'occupazione si è scontrata con tradizioni secolari organicamente assorbite da tutta la popolazione. A Vtlnius tutte le scritte sono bilingui, ma appena si va nelle campagne il russo è quasi totalmente assente. Con lo straniero, i giovani lituani preferiscono arrabattarsi con un miscuglio di inglese e di tedesco, come a voler indicare uno stile di vita, un'apertura culturale e ideologica ben distinti dal modello sovietico. Hi-fi e punk soprattutto, a differenza di Mosca, si é colti dalla gradevole sensazione che qui non ci sia sospetto per lo straniero. I contatti casuali che capita di strìngere a Vllnlus non sono rari e soprattutto non difficili: come quello, che mi è capitato mentre passeggiavo nella città vecchia in compagnia di alcuni colleghi occidentali, con i ragazzi (studenti universitari, giovani professori) che formano un complesso dilettantesco di musica folklorìstica lituana. Espressione di un relativo benessere che è facile da constatare — dalla qualità delle abitazioni al locali pubblici, dai negozi di abbigliamento a quelli di Hi-Fi, alla mancanza di code negli spacci di prodotti alimentari — e di uno stile di vita che ha uno spiccato sapore nord-europeo più che russo sovietico, questo scampolo di gioventù lituana trova negli strumenti musicali di un'antica tradizione locale la bandiera che altri cercano nel cattolicesimo. Dalle loro Birbyne, dai Kanles, dallo Skrabaial, strumenti rispettivamente a fiato, a corda e a percussione, fatti di legno e di corno, si levano note delicate e allegre, da grande festa paesana, un altro riflesso di quella che è la natura agricola della Lituania (sebbene oggi il 65 per cento della popolazione viva in città). Dà l'impressione, questa Lituania, di essere tutto sommato un Paese discretamente felice, che ha saputo adattarsi alle necessità storiche e politiche cercando semmai di trarne qualche vantaggio. Anche se poi nella toilette piena di graffiti di un bar nella città vecchia compare, accanto a punk che è un diretto riferimento all'inevitabile fascino dell'Occidente e delle sue mode, uno strìdente Lauk Rusos, fuori i russi. La Lituania non fu mai conquistata dagli scandinavi né dai tedeschi, a differenza delle due adiacenti rcpubbliclie baltiche di Estonia e Lettonia. Fu essa stessa una grande potenza, che si estendeva fino alle rive del Mar Nero prima di diventare provincia polacca (con l'introduzione del cattolicesimo, alla fine del XIV secolo). Lo zar Pietro il Grande conquistò Estonia e Lettonia; lo smembramento polacco del 1793 e del 1795 aggiunse la Lituania all'impero russo di Caterina. Diventata indipendente nel 1918, ma con la regione di Vilnius annessa due anni dopo alla Polonia, fu vittima nel 1940 del patto Ribbentrop-Molotov, e nel '44 dei carri armati sovietici. Da questa sua storia sofferta nasce la realtà lituana d'oggi: non sovietica (e alcuni governi fra i quali quello statunitense non hanno mai riconosciuto l'annessione), ma neppure polacca, sebbene 80 mila abitanti della capitale siano polacchi e abbiano, oltre alle loro scuole, anche un giornale (Czervonny Sctandart). «Solidarnosc ha fatto molto rumore, mi dice la guida ma qui non ha avuto mollo seguito... In altri ambienti la parola Solidarnosc è tabù, capace di ridurre al silenzio un'animata discussione. L'identità della Lituania traspare a ogni angolo di questa sua antica capitale nello splendore delle chiese tardo-gotiche e poi barocche in parte restaurate, nei cortili dell'università, nell'architettura che per la parte antica risente delle sue orìgini italiane e per quella moderna cerca di differenziarsi il più possibile dai pesanti canoni monumentali del realismo socialista imperante nell'Unione Sovietica. Nei cinema, nei teatri, nelle Iibrerie il lituanismo tiene testa alla pressione russa, anche se vengono esposti sugli scaffali più libri in russo che in lituano, e proiettati nel cinema più film di Mosca con i sottotitoli in lituano. Per certi versi la Lituania può apparire come un corpo estraneo, attaccato con il mastice della ragion di Stato al colosso sovietico ma intimamente gravitante verso altri mondi. «Slamo un piccolo Paese, con poche risorse, osserva uno studente che incontro in un cortile universitario, uno dei 17mila che animano le 12 facoltà ancora aperte, e da soli non potremmo sopravvivere. Ma possiamo avere una nostra cultura, una nostra lingua». Quello che più colpisce il visitatore in una delle fattorie collettive — kolchoz — di media dimensione della regione è il clima dominante di benessere, ma anche di ordine, pulizia, efficienza. Il primo trae origine da quella che è un'obiettiva ricchezza dei campi, e non va dimenticato che il 50 per cento del reddito lituano viene dall'agricoltura che produce — tanto per citare un dato — il 40 per cento della carne e del latte dell'intera Unione Sovietica. E di fatto il reddito pro-capite, grazie a un'espansione agrìcola che è oggi formata da 737 kolchoz e 344 goschoz è passato dai 646 rubli del 1960 ai 2200 rubli attuali (circa quattro milioni e mezzo di lire, forse il livello più alto in tutta l'Urss). Ma accanto a queste realtà economiche, quali mi vengono riferite dal vicepresidente del Gosplan lituano Vitautas Ozhunas, ci sono altri elementi, che nessuna cifra può indicare. Ecco il kolchoz Rytu Ausra. a un centinaio di chilometri da Vilnius. Il suo presidente, Genrìkas Kretaviclus, è anche deputato al Soviet Supremo di Mosca. Mi racconta dei 3350 ettari, dei mille kolchostanl (460 attivi), dei 76 trattori e dei 58 camion, del 51 agronomi specializzati, del 150 uomini che si occupano esclusivamente dell'edilizia del kolchoz, di quelli che sono i servizi sociali (dall'asilo alla scuola, dallo spaccio al ristorante, dalla piscina all'ambulatorio) e di quella che è la cura dell'anima (una chiesetta e un vecchio prete, che neppure lui comunista convinto tenta di celare), di quello che è (10,57 rubli il giorno, clrcu 22 mila lire) un reddito molto alto nel panorama dell'agricoltura sovietica. E tutto ciò mi dice con evidente orgoglio, attorno al tavolo imbandito di casa sua in un villino in stile nord-europeo(...)Ma c'è di più. Accanto alla casa di Kretavicius, agricoltore Iituano, c'è la stalla con la vacca che rappresenta una parte della sua attività «privata» (qui si dice "ausiliaria" mezzo ettaro per contadino, e a questo capitolo — 7per cento delle terre — si ascrive il 31 per cento della produzione agricola). Ci sono gli orti di frutta e verdura, i fiori. Più giù, sulle sponde di un laghetto, un altro edificio a tre plani. «E' la mia sauna, dice Kretavicius con estrema naturalezza, con un paio di stanzette per i miei amici, quando mi vengono a trovare». E' un segno tangibile di benessere che. paragonato ai 9 metri quadrati per persona di talune città russe, alla lotta per trovare casa ed evitare (anche a Mosca) la coabitazione, fa davvero di questa Lituania un pianeta molto distante dalla stella sovietica del Cremlino. Ma non solo questa, che è dopotutto la casa del presidente del kolchoz, dà tale impressione. Sono decine, sparse in tutta la fattoria, le villette di 100-130 metri quadri che nulla hanno da invidiare a certe città del nord-europeo. Prati rasati all'inglese, rigoglio di fiori, siepi tagliate alla perfezione, in un'ordine e con un gusto che non ho mal visto in una città come Mosca. Da chiudere gli occhi, sentire l'erba spugnosa sotto i piedi, e pensare a Londra: ma anche questo è un pezzo di Lituania. ( Fabio Galvano)


#8 icekemia

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Parašė 20 rugsėjo 2011 - 20:33

articolo interessante, c'è qualche dicitura in lituano che mi torna un po' strana però...


#9 Sigmundflower

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Parašė 20 rugsėjo 2011 - 21:08

sono articoli scansionati con OCR.....