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Fiabe italiane - ItaLietuva Forum

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Fiabe italiane


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#1 Lyuka

    ItaLietuver

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  • City:Milano
  • Province:Milano (Lombardia)
  • Gender:Male
  • Language:

Parašė 06 gegužės 2008 - 01:23

ALCUNE RACCOMANDAZIONI


PRIMA DI INIZIARE
LA LETTURA DEL LIBRO


Queste fiabe sono state scritte con l’intento di iniziare
il fanciullo alle difficoltà della vita moderna, che sono
diverse dalle difficoltà esistenti ai tempi di Fedro o di
Esopo; le cui fiabe mantengono un valore affettivo, ma
vengono senz’altro sostituite dalle mie. Per dirla tutta,
mi propongo, utilizzando il metodo della fiaba, di iniziare alle difficoltà della vita anche quelle persone adulte che per un malinteso sentimento protettivo vengono
tenute dai propri genitori all’oscuro del fatto che l’animo
dell’uomo è malvagio, per esempio, o che i giornali non
dicono quasi mai la verità. Consiglio inoltre di leggere il
libro senza pensare continuamente al fatto che sia stato
scritto da un cantante; il quale, sia detto per inciso,
avrebbe volentieri fatto a meno di cantare ma nessuno
all’epoca volle prendersi questa responsabilità e adesso
ormai è troppo tardi per cambiare. Leggetelo pensando
che sia stato scritto da un uomo cui è stato affidato il
compito di educare l’umanità, la quale umanità però sta
ascoltando un altro.

5


I


IL CARDELLINO
ALCOLIZZATO


U
N CARDELLINO AVEVA UNA RELAZIONE CON
UNA CARDELLINA. ENTRAMBI IN REALTÀ
ERANO SPOSATI, LUI CON UNA CARDELLINA,
LEI CON UN CARDELLINO. I cardellini non hanno nomi
propri, per cui per riferirsi ad essi si può dire solo “il cardellino” o “la cardellina”; tuttavia nel mondo dei cardellini
regna la confusione. Questo cardellino amava tantissimo la
cardellina, non la moglie ma l’altra; ma questa un giorno si
annoiò e si innamorò di un ulteriore cardellino, con una
caratteristica interessante; al collo infatti portava un cartellino su cui era scritto il suo nome: “cardellino”. Sembra una
sciocchezza, ma questo fece innamorare tantissimo la cardellina, che lasciò il cardellino e si mise con cardellino. Il
cardellino si mise a bere: dapprima acqua, poi alcolici sempre più forti e, se non trovava alcol, altri disinfettanti: bial

7


col, amuchina, mercurocromo. Gli amici gli dicevano:
“Quella cardellina ti ha fatto perdere la testa”, ma lui niente, continuava a bere e ogni tanto diceva: cip! finché un
giorno la cardellina si stufò anche di cardellino e si mise
con un altro cardellino, ma restando sempre sposata al cardellino, che nel frattempo non si era accorto di nulla.

8


II


IL CIGNO
IMPRENDITORE DI SUCCESSO


U
N CIGNO DI NOME FORGHETTI MARIO DECISE
UN GIORNO DI DIVENTARE IMPRENDITORE DI
SUCCESSO. Veramente il suo obiettivo originale
era apparire sulla copertina di “Fortune”, a qualsiasi titolo.
Perché, vi chiederete? Mah, è un discorso un po’ lungo.
Alla base di tutto sta una fortissima crisi depressiva, con
conseguente assunzione di psicofarmaci che l’avevano fatto
andare un po’ troppo su di giri. Comunque ormai la decisione era presa: il cigno si presentò in banca con fare deciso e chiese un prestito. Il direttore, che era una donna, fu
piacevolmente colpito dal cigno: alto, elegante, parlata
fluente, infondeva sicurezza e gioia di vivere. Anche il direttore era sotto prozac, e gli concesse il prestito: un miliardo
di euro! Il cigno, che gliene aveva chiesti solo mille, fu entusiasta: comprò “Fortune”, non una copia, tutto il giornale, e

9


stabilì che il numero in uscita avesse la sua foto in copertina e titolasse: “Lo stagno che ho in mente”. Poi, siccome
non aveva la minima idea, non dico di come investire i
soldi, ma neanche di come renderli alla banca, pensò di
godere come un porco e spese tutto in puttane. Il cigno
venne arrestato in un bordello e finì i suoi giorni in carcere,
ma ancora oggi viene ricordato come un idolo dagli imprenditori d’assalto che credono nel primato del libero mercato.

10


III


IL PICCHIO
DORMIGLIONE


C’
ERA UNA VOLTA UN PICCHIO CHE, COME
FANNO TUTTI I PICCHI, PICCHIETTAVA UN
ALBERO. CON IL SUO BECCO PUNTUTO, DAVA
COLPI PRECISI E SECCHI PER CERCARE DI BUCARE L’ALBERO SU CUI SI ERA SISTEMATO. Tutti si sono sempre
chiesti perché i picchi facciano buchi negli alberi. La risposta è molto più semplice di quanto sembri: sono convinti
che all’interno dell’albero ci sia una donna nuda e lo scopo
del buco è quello di spiarla come al peep-show. Il picchio
protagonista della nostra storia, di nome Forghetti Claudio,
non era però particolarmente interessato alla donna nuda
contenuta nell’albero: aveva passato infatti la nottata con
una bellissima donna nuda dal corpo scultoreo e dai seni
rigogliosi. Però, non volendo farsi notare, anche se quella
notte non aveva chiuso occhio si era unito agli altri picchi

11


che di buon mattino come ogni giorno andavano a far buchi
negli alberi per vedere la donna nuda che, sia detto per inciso, nessun picchio aveva mai visto. Accadde così che
Forghetti Claudio mentre dava un colpo di becco si addormentò, restando attaccato all’albero col suo becco forte e
roccioso. Sognò di penetrare una figa di legno, ma questo
lo fece sussultare di piacere e cadde da un’altezza di circa
20 metri, ma non morì perché era un uccello. Però, che
spavento!

12


IV


IL LEONE
COCAINOMANE


N
ELLA SAVANA VIVEVA UN LEONE DI NOME
TURCHETTI. NON AVEVA MOLTO DA FARE,
PERCHÉ LE LEONESSE SI OCCUPAVANO DI
PROCURARE IL CIBO E NELLA SAVANA NON È CHE ACCADA GRAN CHE. PER CUI LENTAMENTE SCIVOLÒ NEL
VIZIO DELLA COCAINA. Inizialmente sembrava un gioco,
tanto per combattere la noia. Poi però il consumo di cocaina diventò un’abitudine. Gli amici gli dicevano: “Turchetti,
cos’hai oggi, sei strano”, ma lui tranquillizzava tutti, prendeva una scusa per allontanarsi dal branco e andava a rifornirsi di cocaina. Tornava col muso tutto bianco e gli occhi
fuori dalle orbite, e gli altri leoni gli chiedevano: “Turchetti,
ma cos’hai oggi, sei strano”. A queste parole si innervosiva
e scatenava una rissa nella savana che coinvolgeva tutti,
anche iene e ippopotami. Un giorno la commissione dei

13


leoni decise di sottoporlo alla prova della criniera, da cui
risultò positivo alla cocaina e al nandrolone: venne radiato dalla savana e si rifugiò al Gilda, dove vive ancora oggi,
fra i suoi simili, riempiendosi di coca fino all’inverosimile.


 Lyuka, May 6 2008, 00:22, pasakė:

ALCUNE RACCOMANDAZIONI
PRIMA DI INIZIARE
LA LETTURA DEL LIBRO
Queste fiabe sono state scritte con l’intento di iniziare
il fanciullo alle difficoltà della vita moderna, che sono
diverse dalle difficoltà esistenti ai tempi di Fedro o di
Esopo; le cui fiabe mantengono un valore affettivo, ma
vengono senz’altro sostituite dalle mie. Per dirla tutta,
mi propongo, utilizzando il metodo della fiaba, di iniziare alle difficoltà della vita anche quelle persone adulte che per un malinteso sentimento protettivo vengono
tenute dai propri genitori all’oscuro del fatto che l’animo
dell’uomo è malvagio, per esempio, o che i giornali non
dicono quasi mai la verità. Consiglio inoltre di leggere il
libro senza pensare continuamente al fatto che sia stato
scritto da un cantante; il quale, sia detto per inciso,
avrebbe volentieri fatto a meno di cantare ma nessuno
all’epoca volle prendersi questa responsabilità e adesso
ormai è troppo tardi per cambiare. Leggetelo pensando
che sia stato scritto da un uomo cui è stato affidato il
compito di educare l’umanità, la quale umanità però sta
ascoltando un altro.

5


I
IL CARDELLINO
ALCOLIZZATO
U
N CARDELLINO AVEVA UNA RELAZIONE CON
UNA CARDELLINA. ENTRAMBI IN REALTÀ
ERANO SPOSATI, LUI CON UNA CARDELLINA,
LEI CON UN CARDELLINO. I cardellini non hanno nomi
propri, per cui per riferirsi ad essi si può dire solo “il cardellino” o “la cardellina”; tuttavia nel mondo dei cardellini
regna la confusione. Questo cardellino amava tantissimo la
cardellina, non la moglie ma l’altra; ma questa un giorno si
annoiò e si innamorò di un ulteriore cardellino, con una
caratteristica interessante; al collo infatti portava un cartellino su cui era scritto il suo nome: “cardellino”. Sembra una
sciocchezza, ma questo fece innamorare tantissimo la cardellina, che lasciò il cardellino e si mise con cardellino. Il
cardellino si mise a bere: dapprima acqua, poi alcolici sempre più forti e, se non trovava alcol, altri disinfettanti: bial

7


col, amuchina, mercurocromo. Gli amici gli dicevano:
“Quella cardellina ti ha fatto perdere la testa”, ma lui niente, continuava a bere e ogni tanto diceva: cip! finché un
giorno la cardellina si stufò anche di cardellino e si mise
con un altro cardellino, ma restando sempre sposata al cardellino, che nel frattempo non si era accorto di nulla.

8


II
IL CIGNO
IMPRENDITORE DI SUCCESSO
U
N CIGNO DI NOME FORGHETTI MARIO DECISE
UN GIORNO DI DIVENTARE IMPRENDITORE DI
SUCCESSO. Veramente il suo obiettivo originale
era apparire sulla copertina di “Fortune”, a qualsiasi titolo.
Perché, vi chiederete? Mah, è un discorso un po’ lungo.
Alla base di tutto sta una fortissima crisi depressiva, con
conseguente assunzione di psicofarmaci che l’avevano fatto
andare un po’ troppo su di giri. Comunque ormai la decisione era presa: il cigno si presentò in banca con fare deciso e chiese un prestito. Il direttore, che era una donna, fu
piacevolmente colpito dal cigno: alto, elegante, parlata
fluente, infondeva sicurezza e gioia di vivere. Anche il direttore era sotto prozac, e gli concesse il prestito: un miliardo
di euro! Il cigno, che gliene aveva chiesti solo mille, fu entusiasta: comprò “Fortune”, non una copia, tutto il giornale, e

9


stabilì che il numero in uscita avesse la sua foto in copertina e titolasse: “Lo stagno che ho in mente”. Poi, siccome
non aveva la minima idea, non dico di come investire i
soldi, ma neanche di come renderli alla banca, pensò di
godere come un porco e spese tutto in puttane. Il cigno
venne arrestato in un bordello e finì i suoi giorni in carcere,
ma ancora oggi viene ricordato come un idolo dagli imprenditori d’assalto che credono nel primato del libero mercato.

10


III
IL PICCHIO
DORMIGLIONE
C’
ERA UNA VOLTA UN PICCHIO CHE, COME
FANNO TUTTI I PICCHI, PICCHIETTAVA UN
ALBERO. CON IL SUO BECCO PUNTUTO, DAVA
COLPI PRECISI E SECCHI PER CERCARE DI BUCARE L’ALBERO SU CUI SI ERA SISTEMATO. Tutti si sono sempre
chiesti perché i picchi facciano buchi negli alberi. La risposta è molto più semplice di quanto sembri: sono convinti
che all’interno dell’albero ci sia una donna nuda e lo scopo
del buco è quello di spiarla come al peep-show. Il picchio
protagonista della nostra storia, di nome Forghetti Claudio,
non era però particolarmente interessato alla donna nuda
contenuta nell’albero: aveva passato infatti la nottata con
una bellissima donna nuda dal corpo scultoreo e dai seni
rigogliosi. Però, non volendo farsi notare, anche se quella
notte non aveva chiuso occhio si era unito agli altri picchi

11


che di buon mattino come ogni giorno andavano a far buchi
negli alberi per vedere la donna nuda che, sia detto per inciso, nessun picchio aveva mai visto. Accadde così che
Forghetti Claudio mentre dava un colpo di becco si addormentò, restando attaccato all’albero col suo becco forte e
roccioso. Sognò di penetrare una figa di legno, ma questo
lo fece sussultare di piacere e cadde da un’altezza di circa
20 metri, ma non morì perché era un uccello. Però, che
spavento!

12


IV
IL LEONE
COCAINOMANE
N
ELLA SAVANA VIVEVA UN LEONE DI NOME
TURCHETTI. NON AVEVA MOLTO DA FARE,
PERCHÉ LE LEONESSE SI OCCUPAVANO DI
PROCURARE IL CIBO E NELLA SAVANA NON È CHE ACCADA GRAN CHE. PER CUI LENTAMENTE SCIVOLÒ NEL
VIZIO DELLA COCAINA. Inizialmente sembrava un gioco,
tanto per combattere la noia. Poi però il consumo di cocaina diventò un’abitudine. Gli amici gli dicevano: “Turchetti,
cos’hai oggi, sei strano”, ma lui tranquillizzava tutti, prendeva una scusa per allontanarsi dal branco e andava a rifornirsi di cocaina. Tornava col muso tutto bianco e gli occhi
fuori dalle orbite, e gli altri leoni gli chiedevano: “Turchetti,
ma cos’hai oggi, sei strano”. A queste parole si innervosiva
e scatenava una rissa nella savana che coinvolgeva tutti,
anche iene e ippopotami. Un giorno la commissione dei

13


leoni decise di sottoporlo alla prova della criniera, da cui
risultò positivo alla cocaina e al nandrolone: venne radiato dalla savana e si rifugiò al Gilda, dove vive ancora oggi,
fra i suoi simili, riempiendosi di coca fino all’inverosimile.






Questo essere buono ezerciziio di italiano...


#2 manu69

    ItaLietuver

  • Toscana
  • 2.909 Pranešimai
  • City:Sud Toscana
  • Province:Grosseto (Toscana)
  • Gender:Male
  • Language:

Parašė 06 gegužės 2008 - 01:28

 Lyuka, May 6 2008, 00:23, pasakė:

...Questo essere buono ezerciziio di italiano...


...o di stabilità psichica. :P


#3 Lyuka

    ItaLietuver

  • Lombardia
  • 2.032 Pranešimai
  • City:Milano
  • Province:Milano (Lombardia)
  • Gender:Male
  • Language:

Parašė 06 gegužės 2008 - 01:40

 manu69, May 6 2008, 00:28, pasakė:

...o di stabilità psichica. :P

Dipende dai punti dui vista


#4 maggi

    Amateur

  • Marche
  • 411 Pranešimai
  • City:Ascoli Piceno
  • Province:Ascoli Piceno (Marche)
  • Gender:Male
  • Language:

Parašė 13 balandžio 2010 - 10:34

Ciao se mi permettete vorrei raccontare anche io qualche favola moderna.

Io le chiamo favole quando i protagonisti sono animali.


#5 maggi

    Amateur

  • Marche
  • 411 Pranešimai
  • City:Ascoli Piceno
  • Province:Ascoli Piceno (Marche)
  • Gender:Male
  • Language:

Parašė 14 balandžio 2010 - 18:12

Raccontacene un'altra.


#6 Lyuka

    ItaLietuver

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  • City:Milano
  • Province:Milano (Lombardia)
  • Gender:Male
  • Language:

Parašė 14 balandžio 2010 - 19:52

 maggi, Apr 13 2010, 09:34, pasakė:

Ciao se mi permettete vorrei raccontare anche io qualche favola moderna.

Io le chiamo favole quando i protagonisti sono animali.

Veramente eravamo rimasti al punto in cui tu avresti dovuto raccontarne una..