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#1 enrico

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Parašė 17 vasario 2006 - 12:44

Salve. ''Il corso'' qui non si riferisce a Napoleone, ma dato che le richieste di lezioni di lituano continuano riprendo le lezioni di lituano.
- Scusa, Ice, ma per me e' molto piu' comodo inviare semplici post con le lezioncine, invece che il sistema che proponevi tu. E' un po' ''barbaro'', ma piu' pratico
- Gradirei che ci su questo topic ci fossero SOLO i miei post con le lezioni. Se avete domande vi pregherei di farle sul topic ''Minicorso di Lituano''. Siamo d'accordo? Rispondero' li' o qui, a seconda della domanda.
Il livello e' in generale ''principianti'' o ''quasi principianti''.
Prendero' anche testi autentici, magari post inviati dai forumisti madrelingua, per rendere il corso un po' piu' vivo.
Che ne dite?
Comunque daro' anche un certo spazio alla grammatica, dato che molti mi fanno rivolto appunto domande grammaticali.
Are you ready? Se avete domande prima che cominci fatele NON QUI, ma sul topic Minicorso di lituano.


#2 enrico

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Parašė 21 birželio 2006 - 20:55

Molti mi chiedono di riprendere le lezioncine di lituano. Vabbe', proviamoci.
Il sistema sara' vario: ad es. oggi prendero' un testo autentico, tratto da una trasmissione televisiva (Klausimėlis) in cui il conduttore va in giro per la Lituania a fare domande semplicissime. Le risposte spesso sono incredibili. Correggero' qua e la' il testo per renderlo piu' semplice per i principianti.
Cominciamo?

Prima di tutto vediamo come spesso sono traslitterati molti nomi stranieri. Come e' facile capire, Džuljeta non altro che la nostra brava Giulietta di Verona.

In lituano, come in latino, i nomi, i pronomi, gli aggettivi si DECLINANO. Il che significa che a seconda della funzione che il nome occupa nella frase la fine della parola cambia.
Ad esempio, se prendiamo il nome della mia citta', Klaipėda, avremo:

Klaipėda yra miestas – Klaipėda e' una citta'
Klaipėdos universitetas – l'universita' DI Klaipėda
Gyvenu Klaipėdoje – Abito A Klaipėda
Myliu Klaipėdą – Amo Klaipėda.
ecc...
Tutto chiaro, no?

I casi sono sette. Non vi offendete se dovro' ripetere nozioni di analisi logica che conoscete benissimo sin dai tempi della scuola. Prendiamo ad es. il nome ´Giovanni'.

Nominativo (vardininkas): caso del soggetto. Risponde alla domanda: Chi, che cosa?
Per es.: Giovanni e' un ragazzo.
Giovanni scrive una lettera.

Genitivo (kilmininkas): caso del complementio di specificazione, che risponde alla domanda: Di chi? di che cosa?
Per es.: la macchina DI Giovanni.

Dativo (naudininkas): caso del complemento di termine, risponde alla domanda: A chi?
Per es.:
Do un libro a Giovanni.
A Giovanni piace la pizza.

Accusativo (galininkas): caso del complemento oggetto. Risponde alla domanda: chi, che cosa?
Per es.:
Maria ama Giovanni
Hai visto Giovanni?

Strumentale (įnagininkas): e' il caso di molti complementi indiretti. Rirponde alla domanda fondamentale: Con chi? Con che cosa?
Per es.:
Vado al cinema con Giovanni.

Locativo (vietininkas): E' il caso dello stato in luogo. Risponde alla domanda: Dove (sei, ti trovi)?
Per es.:
Abito a Vilnius.
Vocativo (šauksmininkas): E' un caso particolare, che si usa chiamando qualcuno.
Per es.: Giovanni, vieni qui.

Nota importantissima!!!!!!!
Questa e'una semplificazione per farvi capire il sistema. In realta' le cose sono un po' piu' complicate, anche perche' le strutture e le costruzioni italiane e lituane non sempre corrispondono, come potete immaginare.


1. Matteo e' a casa.
Matteo: risponde alla domanda CHI e' a casa? > nominativo
e': verbo
a casa: risponde alla domanda: DOVE si trova Matteo? > locativo

2. Matteo, porta un caffe' a tuo fratello.
Matteo: vocativo
porta: verbo
un caffe': risponde alla domanda: CHE COSA devi portare? > accusativo
a tuo fratello: risponde alla domanda: A CHI devi portare il caffe'? > dativo

3. Abito con i genitori e con mio fratello a Milano, in Italia.
Abito: verbo. Il soggetto, naturalmente, e' ''io''
con i miei genitori: risponde alla domanda: con chi? > strumentale
e con mio fratello: un altro strumentale
a Milano: risponde alla domanda: dove? > locativo
in Italia: altro locativo

4. La ragazza di Giovanni e' lituana.
La ragazza: risponde alla domanda chi? > nominativo
di Giovanni: risponde alla domanda: di chi? > genitivo
e': verbo
lituana: nome del predicato, va nello stesso caso di ''ragazza'', cioe' in nominativo (esattamente come in italiano il nome del predicato concorda con il soggetto: Giovanni e' italiano, noi siamo italiani ecc.)

Chiaro, no?

ESERCIZI:

Che casi usereste se doveste tradurre in lituano queste frasi?

1. Matteo guida la macchina di suo fratello.
2. Matteo, che cosa fai?
3. Sono a Milano e mangio un panino in un bar.
4. Mi piace il calcio. A Matteo il calcio non piace.
Buon lavoro, cari lituanomani.


#3 enrico

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Parašė 21 birželio 2006 - 21:54

Vado avanti con il primo testo, allora:
"Klausimėlis":
Ką žinote apie Romeo ir Džuljetą?
– Dievas sukūrė iš Romeo šonkaulio Džuljetą.
– Paskui ką jie darė?
– Nieko, gyveno.

Klausimėlis: domandina - nominativo
ką: che cosa? - accusativo
žinote – sapete, presente indicativo
apie (+ accusativo): preposizione, che indica argomento: di, su
Romeo: accusativo retto da ''apie''. Nota: Romeo e' un nome indeclinabile (ce ne sono alcuni, di origine straniera), quindi tutti i casi sono uguali.
ir: e
Džuljetą: accusativo retto da ''apie''
Dievas: Dio - nominativo
sukūrė: creo' - verbo, passato
iš: proposizione che regge il genitivo: da
Romeo: di Romeo – genitivo
šonkaulio: costola - genitivo retto da ''iš''

NOTA: il genitivo di specificazione va PRIMA del nome a cui si riferisce.
Ad es.:
Džiuljetos draugas: l'amico di Giulietta.
Romeo šonkaulis: la costola di Romeo

Džiuljetą: Giulietta – accusativo.
Paskui: e dopo?
Ką: che cosa – accusativo
jie: essi – pronome personale, nominativo
darė: fecero – verbo, passato
Nieko: niente (genitivo: ora non e' importante sapere perche' sia in genitivo)
gyveno: vissero – verbo, passato

Proviamo a tradurre il tutto?
- Domandina: che cosa sapete di Romeo e Giulietta?
- Dio creo' Giulietta da una costola di Romeo.
- E poi che cosa fecero?
- Niente ... vissero.

Chiaro?
Ricordate queste frasi:

Ką darai? - Che cosa fai?
Ką tu darei? - Che cosa hai fatto?
Ką jie darė? - Che cosa hanno fatto?
Ką žinai? - Che cosa sai?
Ką žinote? - Che cosa sapete?
Nieko nežinau. - Non faccio niente.
Nieko nedarau. - Non faccio niente.

Avete capito la faccenda? Allora andiamo avanti.
Ora vediamo un po' di desinenze.
Prima di tutto i nomi in lituano, come in italiano, possono essere maschili o femminili.
Molti nomi maschili finiscono in -AS o in -IS al nominativo (che e' la forma che trovate nel dizionario).
Molti nomi femminili finiscono al nominativo in -A.

Esempi: Adomas – Adamo (maschile), šonkaulis – costola (maschile), Ieva – Eva (femminile)

Nominativo Adomas -AS šonkaulis -IS Ieva -A
genitivo Adomo -O šonkaulio -IO Ievos -OS
accusativo Adomą -Ą šonkaulį -Į Ievą -Ą

Esempi:
1. Dievas sukūrė Adomą – Dio creo' Adamo.
2. iš šonkaulio – IŠ + genitivo – da una costola
3. iš Adomo šonkaulio – da una costola di Adamo.
Ricordate, che ''iš'' regge ''šonkaulio'', non ''Adomo''. La confusione puo' sorgere dall'ordine delle parole e dal fatto che sono entrambi al caso genitivo, ma voi, che siete furbi, non fatevi fregare da cosi' poco.
4. Dievas sukūrė Ievą iš Adomo šonkaulio. - Dio creo' Eva da una costola di Adamo.

Se vi dico, ad es.,
che ''Mondo'' in lituano si dice PASAULIS, e si declina come šonkaulis,
che ''Campionato'' si dice ČEMPIONATAS, e si declina come Adomas,
che ''calcio'' si dice ''FUTBOLAS'' (come Adomas)
che ''guardo'' si dice ''ŽIŪRIU''
che ''marito'' si dice ''VYRAS'' e si declina come Adomas,
che ''moglie'' si dice ''ŽMONA'' e si declina come Adomas,
che ''e''' si dice ''YRA'':

come tradurreste queste frasi?

1. Guardo il campionato del mondo di calcio?
Žiūriu pasaul____ futbol____ čempionat_____ .

2. Dio creo' il mondo.
Diev_____ sukūrė pasaul_______ .

3. Adamo e' il marito di Eva.
Adom_____ yra Iev_____ vyr_____.

4. Eva e' la moglie di Adamo.
Iev_____ yra Adom_____ žmon____ .

Basta cosi'. Le soluzioni ve le diro' alla prossima. Avete imparato anche un po' di Bibbia :)
Vi chiedo di NON scrivere le vostre osservazioni (che attendo trepidante) in questo topic, che deve essere riservato SOLO alle mie lezioncina, bensi' nell'altro topic.
Firmato: il vostro :(

Si', la nostra bella veronese si chiama Džuljeta, non Džiuljeta. Staro' piu' attento a evitare errori di ortografia, in futuro... ;) :woohoo: :woohoo: ;)


#4 enrico

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Parašė 23 birželio 2006 - 18:00

Altro testo, sull'importanza del pane nella vita quotidiana. Mi chiederete: ma che schifo di roba ci fai leggere? Oh, il testo e' questo. La prossima volta ve ne proporro' uno migliore.

Mes turime žinoti, ką perkame, nešame šeimai ir dedame ant kasdienio stalo. Beveik visuose pasaulio kontinentuose duona yra svarbiausias produktas. Kartu tai ir tikras sveikatos šaltinis, žinoma, tik tuo atveju, kai duona iškepta iš natūralių produktų ir teisingai.

Mes: noi - nominativo
turime: dobbiamo – presente.
Nota: il verbo turėti significa ''avere'', ma usato davanti a un infinito prende il significato di ''dovere''.
žinoti: sapere – infinito
ką: che cosa, o meglio: quello che – accusativo (nominativo: kas)
perkame: compriamo – presente
nešame: portiamo – presente
šeimai: alla famiglia – dativo (nominativo: šeima)
ir: e
dedame: mettiamo – presente
ant: su – preposizione, che regge il genitivo
kasdienio: quotidiano, di tutti i giorni – aggettivo, caso genitivo (nominativo: kasdienis)
stalo: tavolo – genitivo (nominativo: stalas)
beveik: quasi
visuose: in tutti – locativo plurale (nominativo: visas)
pasaulio: del mondo – genitivo (nominativo: pasaulis)
kontinentuose: i continenti - locativo plurale (nominativo: kontinentas)
duona: il pane – nominativo singolare
yra: e' – verbo
svarbiausias: il piu' importante – nominativo singolare
produktas: prodotto – nominativo
Kartu: insieme, allo stesso tempo
tai: esso, cio'
(yra: e')
NOTA: in questa frase, come spesso succede, il verbo ''essere'' e' sottinteso.
ir: anche
tikras: vera – nominativo singolare
sveikatos: di salute – genitivo singolare (nominativo: sveikata)
šaltinis: fonte – nominativo
žinoma: si sa, e' noto. E' un participio passivo neutro del verbo ''žinoti'', con significato impersonale.
Anche qui e' sottinteso il verbo ''yra'', e'.
tik: solamente
tuo: in quello – strumentale (nominativo tas)
atveju: caso - strumentale (nominativo: atvejis)
kai: quando
La locuzione ''tik tuo atveju, kai...'' si traduce ''solo nel caso in cui''
duona: nominativo
(yra)
iškepta: e' cotto - participio passato passivo concordato con duona.
iš: da – preposizione che regge il genitivo
natūralių: naturali – genitivo plurale (nominativo: natūralus)
produktų: prodotti – genitivo plurale (nominativo: produktas)
ir: e
teisingai: giustamente, nel modo giusto.

Traduciamo la pappardella:
Noi dobbiamo sapere quello che compriamo, portiamo alla (nostra) famiglia e mettiamo sulla tavola di tutti i giorni. In quasi tutti i continenti del mondo il pane e' il prodotto piu' importante. Allo stesso tempo esso e' anche una fonte di salute: naturalmente solo nel caso in cui sia cotto (a partire) da prodotti naturali e nel modo giusto.

Il testo non e' difficile, ma non e' nemmeno cosi' facile. Volevo darvi un esempio di come si debba analizzare un testo lituano autentico.
- Prima di tutto cercate il verbo, che ci dara' informazioni preziose.
- Se il verbo manca, mentre a rigor di logica dovrebbe esserci, considerate l'ipotesi che ci sia un verbo ''essere'' sottinteso.
- Poi cercate il soggetto e l'oggetto (se c'e', naturalmente) e cercate di ricostruire la struttura logica della frase.
- Gli aggettivi e i genitivi vanno prima del nome a cui si riferiscono:
es.
pasaulio kontinentai: i continenti del mondo
natūralus produktas: prodotto naturale
- Non dimenticate che in lituano non ci sono articoli.
- Gli aggettivi concordano con i nomi in genere, numero e caso.

Nel sito Italietuva.com trovate tutte le tabelle con le desinenze (cercate in ''Lingua lituana''), non nel forum..


#5 enrico

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Parašė 28 rugpjūčio 2006 - 20:07

Nominativo: come ho detto e' il caso del soggetto.

maschile
Singolare plurale
vyras -as vyrai -ai (moltissimi nomi, tutti maschili)
marito
brolis -is broliai -iai (molti nomi, tutti maschili)
fratello
arklys -ys arkliai -iai (un buon numero di nomi, tutti maschili)
cavallo
diena -a dienos -os (moltissimi nomi, per la maggior parte femminili)
giorno
keptuvė -ė keptuvės -ės (molti nomi, per la maggior parte femminili)
padella
akis -s akys -ys (pochi nomi, in maggioranza femminili)
occhio
sūnus -us sūnūs -ūs (pochi nomi, tutti maschili)
figlio
direktorius -ius direktoriai -iai (un buon numero di nomi, tutti maschili)
direttore
akmuo -uo akmenys -enys (pochi nomi, tutti maschili)
pietra

Il verbo essere e', al presente:

aš esu - io sono nesu - non sono
tu esi - tu sei nesi - non sei
jis, ji yra - lui, lei e' nėra - non e'
mes esame - noi siamo nesame - non siamo
jūs esate - voi siete nesate - non siete
jie, jos yra - loro sono nėra - non sono

I possessivi:
mano - mio, mia, miei, mie
tavo - tuo ecc.
jo - suo (di lui)
jos - suo (di lei)
mūsų - nostro
jūsų - vostro
jų - loro

In genere una domanda a cui si risponmde ''si' o no'' comincia con ''ar''

Esempi:
Aš esu tavo draugas. - Io sono tuo amico
Ji yra mano draugė - lei e' mia amica.
Jis nėra tavo draugas.- Lui non e' mio amico.
Ar jūs esate mano draugai? - Siete miei amici?

Provate a tradurre:

1. Noi siamo tuoi amici.
2. Lina e Indrė sono mie amiche.
3. Mindaugas e' tuo amico?
4. Lina e' vostra amica?
5. Tu sei nostro amico.
6. Tu non sei nostro amico.
7. Io non sono vostro amica.


Presentando cose o persone (soprattutto quando se ne parla la prima volta) spesso si usa l'avverbio ČIA (qui).

Esempi:

Čia yra mano keptuvė - questa (letteralmente: qui) e' la mia padella
Kas čia? - Che cos'e'?

Provate:

1. Questa (qui) e' una pietra.
2. Questo (qui) e' mio fratello.


Un ultimo esercizio, pallosissimo: formate il plurale dei seguenti nomi:

žurnalas (rivista) > žurnal_____
spinta (armadio) > spint______
lietus (pioggia) > liet_______
kompiuteris (computer) > kompiuter_____
ruduo (autunno) > rud______
avis (pecora: come akis) > av______


#6 enrico

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Parašė 07 rugsėjo 2006 - 19:39

---Automechanikas klientui: "Problema didesnė, nei aš maniau. Jūsu akumuliatoriui reikia naujo automobilio..."---


Allora ... il nostro Ice allega ai suoi post questa barzellettina, che in genere e' l'unica cosa che si salva nei post medesimi :D
Che facciamo, la analizziamo, anche per dargli un incentivo a cambiarla? Immagino che qualcuno vuol sapere che cosa significa.

AUTOMECHANIKAS: e', naturalmente, un bel soggetto, che va in nominativo (desinenza -as). Quindi: Il meccanico.
KLIENTUI: e' il dativo singolare di ''klientas''. Quindi: al cliente
il verbo e' sottinteso. Dovrebbe essere SAKO (dice)
PROBLEMA: un nominativo singolare: ''il problema'' (ricordo che la parola ''problema'' in lituano e' femminile, non maschile).
Il verbo e' sottinteso: dovrebbe essere YRA (e'), oppure ATRODO (sembra)
DIDESNĖ: un nominativo singolare femminile concordato con ''problema''. Quindi" ''piu' grande''
NEI: ''di quanto'', introduce un secondo termine di paragone, soprattutto coi verbi.
AŠ; nominativo: ''io''
MANIAU: e' il passato, prima persona singolare, del verbo manyti (pensare). Quindi: pensavo.
JŪSŲ: e' un possessivo. Quindi: il Vostro. Ricordo che come forma di cortesia i lituani si danno del Voi.
AKUMULIATORIUI: e' un dativo singolare di akumuliatorius (batteria, accumulatore).
Quindi JŪSŲ AKUMULIATORIUI significa: al Suo accumulatore.
REIKIA: presente del verbo ''reikėti'' (servire). Quindi: serve
NAUJO: genitivo singolare maschile dell'aggettivo ''naujas'' (nuovo). Quindi: un nuovo, una una nuova
AUTOMOBILIO: genitivo singolare di automobilis (che in lituano e' parola maschile).

Traduzione:
Il meccanico dice al cliente: Il problema e' piu' grande di quanto pensassi. Alla sua batteria serve una macchina nuova.

Alcune note:

il verbo reikėti (servire, avere bisogno di) si costruisce cosi':

dativo della persona (o della cosa) a cui serve + verbo + genitivo della cosa che serve.

Petrui reikia telefono. Petras ha bisogno del telefono, a Petras serve il telefono.
Man reikia tavęs. Ho bisogno di te.

Il comparativo di maggioranza si fa con il suffisso -esnis, -esnė.
Aukštas (alto) > aukštesnis: piu' alto.

Alla prossima...
Ze :kiss:


#7 enrico

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Parašė 07 rugsėjo 2006 - 22:01

E' tempo quindi di parlare del genitivo e del dativo:

IL GENITIVO:

Singolare; plurale
vyras > vyro; vyrai > vyrų
pasaulis > pasaulio; pasauliai > pasaulių
arklys > arklio; arkliai > arklių
diena > dienos; dienos > dienų
karvė > karvės; karvės > karvių
sūnus > sūnaus; sūnūs > sūnų
direktorius > direktoriaus > direktoriai > direktorių
akis > akies; akys > akių

Ad es.:
1. švarkas: giacca; vyras: uomo
la giacca dell'uomo: vyro švarkas

2. Klaipėda + universitetas
L'universita' di Klaipėda: Klaipėdos universitetas

3. Statybininkai: muratori; gatvė: via
Via dei muratori: Statybininkų gatvė

4. italai: italiani; kalba: lingua
L'italiano (letteralmente: la lingua degli italiani): italų kalba
ecc.

Come vedete, il termine al genitivo va davanti al nome.
Il genitivo ha molte altre funzioni, e probabilmente e' il caso piu' usato in assoluto.
Ora ne vediamo due:

1. si usa con molte preposizioni.
Per esempio: iš + genitivo: da ...
Atvykau iš Vilniaus: Sono arrivato da Vilnius

2. Si usa in molte costruzioni grammaticali (ad es. con il verbo ''reikėti'', come abbiamo visto).

IL DATIVO

Singolare; plurale
vyras > vyrui; vyrai > vyrams
pasaulis > pasauliui; pasauliai > pasauliams
arklys > arkliui; arkliai > arkliams
diena > dienai; dienos > dienoms
karvė > karvei; karvės > karvėms
sūnus > sūnui; sūnūs > sūnums
direktorius > direktoriui ; direktoriai > direktoriams
akis > akiai; akys > akims

A volte si tralascia la -s finale: vyram, karvėm ecc...

Il dativo indica soprattutto il complemento di termine, e si traduce con A, o a volte con PER:

Petras sako Linai: ''laba diena''. - Petras dice A LINA: ''Buongiorno''.
Man vieną alaus, prašau. - Per me una birra, per favore.

Cosi', tanto per rompere: provate a scrivere alcune frasi con il verbo ''reikėti'', secondo questo schema:

1. Petrui (dativo) reikia pinigų (genitivo). A Pietro servono soldi.

2. Henrikas + reikėti + mergina:
Enrico ha bisogno di una ragazza :D Henrik_____ reikia mergin_____ .

3. Pasaulis + reikėti + taika (pace): Il mondo ha bisogno di pace.
Pasaul______ reikia taik_____ .

4. Statybininkai (muratori) + reikėti + medžiaga (materiale)
I muratori hanno bisogno del materiale: Statybinink______ reikia medžiag______ .

5. karvė (mucca) + reikėti + žolė (erba)
La mucca ha bisogno dell'erba: karv_____ reikia žol_____ .

Ora provate completamente da soli:

6. Daiva ha bisogno di un marito (vyras).: _______________________________________
7. Le piante (augalai) hanno bisogno di luce (šviesa): ______________________________
8. Daiva ha bisogno del libro (knyga): ________________________________________
9. L'universita' di Klaipėda ha bisogno di libri. _________________________________
10. L'universita' di Vilnius ha bisogno di insegnanti (dėstytojai): _____________________________


Iki kito karto (alla prossima volta)


#8 fabricijus

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Parašė 09 sausio 2007 - 15:23

Siori e siore,

dopo le vacanze di Natale, si torna tutti a scuola. E così ho deciso, col consenso di Ice, di riprendere le lezioncine di Enrico. Mi dedicherò ad esse nei momenti di tempo libero, che, ahimè, sono sempre meno, ma cercherò comunque di aggiornarle il più spesso possibile. Anche se, purtroppo, non sarà facile eguagliare l'esperienza e la competenza del buon Prof, cercherò di fare del mio meglio. Manterrei la struttura voluta da Enrico. Se ci sono domande, chiedete nella sezione "Minicorso di lituano", e non qui.

Dunque cominciamo. Si era rimasti al dativo, per quanto riguarda la flessione del nome. Bisogna passare allora all'Accusativo (in lituano: galininkas):

L'accusativo è il caso dell'oggetto. Esprime, in altri termini, ciò che in analisi logica è il complemento oggetto. Esso indica, per essere ancora più precisi, l'oggetto su cui transita l'azione espressa dal verbo.

Facciamo un esempio: Mindaugas mangia una mela (Mindaugas valgo obuolį). Sulla mela si riflette l'azione espressa dal verbo mangiare. La mela è dunque il complemento oggetto, e va espresso, in tutte le lingue dotate di un sistema nominale flessivo, come il lituano, all'accusativo.

Vediamo le desinenze dell'accusativo per ogni declinazione, al singolare e al plurale.

Maschile

-as namas; acc. sing. namą, acc. plur. namus
(casa)

-is peilis; acc. sing. peilį, acc. plur. peilius
(coltello)

-ys kambarys; acc. sing. kambarį, acc. plur. kambarius
(camera)

-is dantis; acc. sing. dantį, acc. plur. dantis
(dente)

-us turgus; acc. sing. turgų, acc. plur. turgus
(mercato)

-uo vanduo; acc. sing. vandenį, acc. plur. vandenis
(acqua)

Femminile

-a oda; acc. sing. odą, acc. plur. odas
(pelle)

-ė gatvė; acc. sing. gatvę, acc. plur. gatves
(via, strada)

-i marti; acc. sing. martį acc. plur. martis(suocera)

-is pilis; acc. sing. pilį, acc. plur. pilis
(castello, fortezza)

-ė, -uo duktė, sesuo acc. sing. dukterį, seserį acc. plur. dukteris, seseris
(figlia; sorella)


Qualche esempio:

Giedrė legge il giornale - Giedrė skaito laikraštį

Marco ama sua moglie - Markas myli savo žmoną

Vytautas guarda la televizione - Vytautas žiuri televizorių

L'accusativo ha poi altri usi. Esprime, ad esempio, alcuni complementi di tempo e si usa con alcune preposizioni. Ma di questo ci occuperemo in seguito. Per ora, chi vuole, provi a completare le frasi seguenti con la desinenza corretta:

1. Marco legge una rivista - Markas skaito žurnal....... (nom. sing. žurnalas)

2. La nonna mette in ordine la camera dei bambini - Močiutė tvarko vaikų kambar........ (nom. sing. kambarys)

3. Prendi l'ombrello! - Paimk skėt....... (nom. sing. skėtis)

4. (Noi) guidiamo una macchina nuova - Mes vairuojam nauj........ mašin......... (nom. sing. mašina)

5. Maria ha un fratello - Marija turi brol........ (nom. sing. brolis)

Bene. Per ora, non mi resta che augurarvi buon lavoro!


#9 fabricijus

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Parašė 12 sausio 2007 - 02:20

Allora? Avete fatto gli esercizi? Tutto bene?

Perfetto. Andiamo avanti.

L'accusativo, come vi accennavo, non accompagnato da preposizioni (accusativo semplice), può esprimere il complemento di tempo.

Es.:

Parvažiuosiu namo antradienį - Verrò a casa martedì

Paskaitos vyksta kiekvieną dieną - Le lezioni hanno luogo ogni giorno

Susimatysim antrą valandą - Ci vediamo alle due

Esso è poi richiesto da alcune preposizioni:

apie (circa), aplink (attorno), į (verso), pagal (secondo)pas (presso, da), paskui (dietro di, dopo), per (per, attraverso, durante), priešais (di fronte, dalla parte opposta), pro (attraverso, accanto), po (sotto), (per, in favore di); Es.:

Kalbėjom apie savo šeimą - Abbiamo parlato della nostra famiglia

Įlipo i autobusą - E' salito sull'autobus

Pagal mane, meluoja - Secondo me, (lui) mente

Užsukom pas Eglę - Siamo passati da Eglė

Eik paskui mane - Seguimi (lett.: vieni dopo di me)

Ėjom per gatvę - Andavamo per strada

Priešais Universitetą yra gražus parkas - Davanti all'università c'è un bel parco

Pro musų namus praėjo tavo draugas - Accanto casa nostra è passato il tuo amico

Po lovą yra tavo žmonos meilužis - Sotto il letto c'è l'amante di tua moglie

Nupirkau žurnalą už penkis litus - Ho comprato una rivista per cinque litas

Mi raccomando, studiate, manigoldi! Intanto vi preparo qualche esercizietto!

Ma che succede, Ice!? Perchè il sito non riconosce alcuni caratteri lituani (vedi sopra)?


#10 fabricijus

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Parašė 18 gegužės 2007 - 20:01

Allora, disgraziati, state studiando??? E' ora di rimettersi al lavoro, per dinci!
Dunque, dunque... Ricominciamo con la casisistica prendendo in esame il vocativo (in lituano: šauksmininkas)

Si tratta del caso di quello che a scuola chiamavamo il complemento di vocazione.

Avrete notato, durante i vostri bagordi in quel di Vilnius, :-) che quando qualcuno chiama una persona in lituano, non sempre utilizza il nome proprio nella sua forma originaria, ovvero al nominativo, ma ne cambia la desinenza. Facciamo un esempio:

Antanai, ateik čia. Italas prisikabino prie tavo mergaitės! Duok jam į galvą!

Non auguro a nessuno di sentirsi mai dire questa frase, naturalmente. In ogni caso, quanto scritto sta per:

Antanas, vieni qui. Un italiano si è appiccicato alla tua ragazza! Dagli una (bella) botta in testa!

Come vedete, il bullo in questione non dice Antanas (al nominativo), ma Antanai, poichè, appunto, chiama il suo amico, lo "invoca".

Dunque, il vocativo dei nomi propri maschili terminanti al nominativo singolare in -as, esce, salvo alcune eccezioni, in -ai.

Per i nomi uscenti in -us, -ius la terminazione del vocativo è -au, -iau

Fabricijau, paaiškink kas yra tas šauksmininkas!

Fabricijus, spiega(ci) cos'è questo vocativo (un esempio a caso :-))!


Vediamo ora i nomi comuni di genere maschile:

I nomi uscenti in -as, hanno il vocativo in -e
Es.: vaike, atiduok broliukui savo žaislą.
bambino, restituisci al tuo fratellino il suo giocattolo!


I nomi in -ys, escono al nominativo in -y
Es.: Ei tu, arkly, koks tu greitas (scusate la banalità dell'esempio, ma non mi viene in mente altro in questo momento)
Oh, cavallo, come sei veloce!

I nomi in -is escono invece in -i.
Es.: vasarmeti, vasarmeti! Koks džiaugsmas! Kokia laimė! Tempo d'estate, tempo d'estate! Che gioia! Che felicità!

I nomi maschili uscenti al nom. in -uo, hanno il vocativo in -ie (si tratta di pochi nomi, poco usati nel linguaggio parlato, in modo particolare al vocativo).
Es.: piemenie, tegul tavo širdyje buna daug laimės ir viltiės!
Oh, pastore, che nel tuo cuore alberghino molta gioia e speranza!

Per i nomi femminili uscenti in -a ed -ė, è tutto (una volta tanto, direte voi) molto più semplice. Le desinenze non cambiano e restano -a ed -e (ma senza puntino).
Es.: mama, kur eini?
Mamma, dove vai?


Egle, ateik pas mus i svečius
Egle, vieni a casa a trovarci


I nomi femminili uscenti al nom. in -is escono al vocativo in i -ie
Es.: Ei tu Vilniuas naktie! Kokios merginos! Kokie prisiminimai!
Oh, notte di Vilnius! Che ragazze! Che ricordi!

I nomi femminili in -uo, come i corrispettivi maschili, escono al voc. in -[b]ie

Es.: Ei seserie, kaip aš taves pasilgau!
Sorella (mia), quanto mi sei mancata!

E con questo vi lascio a meditare. Lo so, non è facile (ma non è poi così difficile, su!).
Ci sono poi le eccezioni, numerose, a dire il vero. Ma le vedremo in seguito.
Mi raccomando, studiate, fannulloni che non siete altro! :-)


#11 fabricijus

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Parašė 23 liepos 2007 - 14:21

Allora, manigoldi, come va a scuola...?

Dato che non si vive di sola grammatica, ho deciso, prima di introdurvi gli usi dello strumentale, di raccontarvi qualcosa sulla storia della lingua lituana, la cui tradizione scritta e letteraria è molto recente, se confrontata a quella italiana, ma anche a quella di tante altre nazioni europee.
Il primo libro scritto in lituano risale infatti alla metà del XVI secolo: si tratta del Catechismo di Martynas Mažvydas, pubblicato nel 1547 nell'ambito culturale della Riforma, che andava allora diffondendosi a Karaliaučius (in tedesco Königsberg, attualmente Kaliningrad), dove il libro fu pubblicato, ma anche in Lettonia e in Estonia (che allora costituivano la Livonia). In realtà, però, i primi testi (mi riferisco qui non a dei libri, intesi come raccolte di fogli, spesso pergamenacei, ma, appunto, a dei testi, scritti in lingua lituana ma pubblicati insieme ad altri testi scritti in altre lingue) in lituano sono più antichi, e risalgono al 1503. Si tratta di tre preghiere: il Padre Nostro, L'Ave o Maria e il Credo in Dio Padre (Tėve mūsų, Sveika Marija, Tikiu į Dievą Tevą), contenute nell'ultima pagina di un libro in pergamena scritto in latino, pubblicato a Strasburgo e destinato alla liturgia, dal titolo Trattato per i parroci, di cui fu autore un monaco francescano, di probabile origine lituana.
Nonostante la Lituania sia una nazione cattolica, fu proprio la Riforma protestante a favorire l'uso scritto del lituano. E ciò avvenne nelle Prussie Orientali, nella già citata Karaliaučius, e nella Piccola Lituania, gran parte del cui territorio faceva parte, appunto, delle Prussie Orientali, dove i Lituani costituivano una buona parte della popolazione. I Riformati si proponevano infatti di fornire ai fedeli i mezzi per la comprensione dell'evangelo ricorrendo alle lingue parlate dai credenti, mentre la Chiesa di Roma, allora, si serviva del latino. E così Abraom Kulviet e Stanislov Rapagelianus (lit.: Rapolionis) , tradussero in lituano alcuni inni liturgici e alcuni salmi.
La storia della lingua lituana (scritta) ha dunque inizio nella Piccola Lituania (detta anche Lituania minore), che, nel XVI secolo, quando iniziarono a diffondersi i testi e le idee della Riforma, era abitata, appunto, da Lituani e Tedeschi, ma anche da Prussiani, Jatvingi e Curoni. Attualmente la Piccola Lituania è limitata all'area di Klaipėda e della Laguna dei Curoni (Kuršių Nerija), mentre la parte restante del suo antico territorio si trova tra la Russia di Kaliningrad e la Polonia. Della Piccola Lituania, tuttavia, non resta quasi più nulla. I Prussiani si estinsero tra il XVII e il XVIII secolo e le ultime vestigia della Lituania minore, insieme alla popolazione lituana del luogo, furono spazzati via dalla Germania nazista e dalla Russia sovietica.
Ma torniamo al XVI secolo. La Riforma raggiunse ben presto anche Il Gran Ducato di Lituania che, pur essendo cattolico, si distingueva per le proprie istanze di tolleranza religiosa. E così uscì a Vilnius il Catechismo di Merkelis Petkevičius, scritto in lituano e in polacco, preceduto da quello del cattolico Mikolaujus Daukša.
Sul finire del secolo, a Vilnius e a Kaunas, arrivarono i Gesuiti, e i tentativi dei Riformati di introdurre in Lituania il pensiero di Martin Lutero vennero vanificati dall'energica attività del nuovo ordine religioso di origine italiana. Ecco allora le opere di Konstantinas Sirvydas, autore, tra l'altro, del primo dizionario della lingua lituana, del 1620, e il Libro degli Inni di Slavočinskis. Da allora la produzione letteraria si moltiplicò a vista d'occhio e il lituano iniziò a concorrere con il polacco, nonostante quest'ultimo restasse, insieme al latino e allo slavo cancellersco, la lingua ufficiale della vita pubblica e la lingua preferita dai ceti colti. Il lituano rimase infatti la lingua dei contadini e dei mercanti per molto tempo, finchè non si affermarono le idee di unità nazionale e di indipendenza, a partire dalla fine del XVIII secolo. Con le opere di Kristionas Donelaitis, infatti, ha inizio il risorgimento letterario del lituano, che da allora in avanti diventerà pian piano preponderante in tutto il territorio della Lituania allora zarista. Curioso che, proprio alcuni anni dopo, il primo grande studioso di lingua lituana di fama mondiale, nonchè fondatore della linguistica comparata, August Sleicher, scrisse la prima grammatica scientifica del lituano, che il linguista riteneva la lingua d'Europa più vicina all'indoeuropeo, considerata la lingua madre di quasi tutte le lingue europee (con l'eccezione del finlandese, dell'estone, dell'ungherese, del basco e del maltese).
Gli altri due grandi letterati della letteratura lituana moderna sono invece Simonas Daukantas (1793 - 1864) e Maironis (1862 - 1932). Il primo scrisse opere di stampo storico, osteggiando la nobiltà lituana incline all'uso del polacco, il secondo fu invece il fautore della poesia lirica nazionale, con le Voci di Primavera e la Giovane Lituania (Pavasrio balsaie Jaunoji Lietuva) la cui opera tanto ricorda, nel nome, la Giovane Italia del nostro Mazzini). Non si può poi non citare l'opera di Mickevičius, ritenuto uno dei più grandi scrittori nel panorama europeo dei primi decenni del XX secolo, e considerato poeta nazionale tanto in Lituania quanto in Polonia (nacque infatti nella regione lituana della Zuchia polacca).

Come avrete capito, il lituano si costituì come lingua nazionale e letteraria in epoca relativamente recente e grazie a diverse vicende storiche che valicarono i limiti geografici della Lituania stessa. Ma alcuni di voi mi chiederanno: quando si formò il lituano? Quali sono le sue origini? Chi, anticamente, prima ancora che comparissero i primi testi scritti, parlava questa lingua? Ebbene, non è facile rispondere a questa domanda, così come non è facile dire con esattezza quando e dove si iniziò a parlare italiano. Si tratta di questioni molto delicate alle quali è possibile rispondere soltanto a grandi linee e con la cautela che la scienza impone sempre a questo riguardo. Gli studiosi hanno stabilito che il lituano iniziò a differenziarsi dal lettone e dalle altre lingue dei Balti orientali nel corso del VII secolo d.C. A partire da allora, ovvero da quando il lituano iniziò a differenziarsi moltissimo dalle parlate dei Balti orientali del Nord e, ancor più, dal XIII secolo, quando Mindaugas fu incoronato re e battezzato, l'area su cui si diffuse il lituano, e il lituano stesso, cambiò notevolmente. Infatti, nel momento in cui emerse uno Stato lituano, il territorio su cui iniziò a diffondersi il lituano si espanse moltissimo. Diventando parte di questo Stato, le tribù baltiche (Prussiani, Jotvingi, Curoni, Semigalli, Seloni, ecc.) che confinavano con il territorio occupato dai Lituani subirono la loro influenza, culturale e linguistica. In tal modo ebbe luogo una fusione piuttosto intensa tra genti di origine baltica che parlavano lingue diverse, ma molto affini. Questo processo contribuì enormemente al formarsi degli attuali dialetti e alla graduale creazioni di diverse regioni etniche. Allo stesso tempo, i Balti del Nord, assoggettati ai Tedeschi del Baltico, subirono da un lato l'influenza linguistica del sostrato finnico (prima che i Protobalti raggiungessero la Baltia qui vivevano genti di stirpe ugrofinnica, assimilate e "schiacciate" dai Balti verso Nord, cioè verso le attuali Estonia e Finlandia. E infatti in lettone tuttora l'accento cade sulla prima sillaba di ogni parloa, proprio come in estone e in finlandese. In lituano invece questo non avviene e l'accento si dice "libero"), dall'altro quella del tedesco, che era la lingua dei ceti nobili e mercantili. Ciò aumentò ulteriormente la lontananza tra il lituano e le altre lingue baltiche del Nord, che andarono a confluire nel lettone.
Tra le lingue che contribuirono maggiormente alla formazione del lituano furono senz'altro il prussiano e lo jatvingio, che influenzarono in particolare l'Aukštaitija e la Piccola Lituania, dove nacque, come abbiamo visto, il lituano delle prime fonti scritte e dove si sviluppò anche il lituano letterario standard. Furono proprio il prussiano e lo jatvingio a conferire al lituano l'aura di una lingua molto arcaica. Ma qui si entra in dettagli molto specifici...

Ora devo lasciarvi, la "lezione" finisce qui, anche se su un argomento così ampio si potrebbero riempire pagine e pagine di forum. La bibliografia in italiano, a rigurado, è piuttosto limitata. Se, comunque, l'argomento vi interessa, vi rimando a Da dove veniamo. L'origine del popolo lituano[b] (a cura di Z. Žinkevičius, Luchtanas, Česnys, Mokslo ir enciklopedijų leidybos Institutas). Sono naturalmente disponibile in pm e nell'apposita sezione "lingua lituana" del forum per eventuali o ulteriori chiarimenti.

E studiate farabutti, invece di far sempre bagordi al Brodveijus e al Prospekto! Razza di fannulloni che non siete altro...!!! :laugh:


#12 fabricijus

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Parašė 12 rugsėjo 2007 - 12:56

Eccomi di nuovo qui, a distanza di qualche settimana, per parlarvi dello strumentale...

Si tratta di un caso sconosciuto alle lingue flessive che di solito si studiano a scuola, come il latino o il tedesco.

Lo strumentale, in lituano įnagininkas, esprime il complemento di mezzo. Esso indica, in altri termini, lo strumento o, appunto, il mezzo, con il quale si compie una determinata azione.

Vediamone subito le terminazioni.

Per i nomi uscenti al nominativo singolare in -as abbiamo la desinenza -u per il singolare e -ais per il plurale.

Es. Nom.: vyras, strum.: vyru (sing.), vyrais (plur).


Per i nomi in -uo uscenti al genitivo singolare in -esio (menuo, menesio) la desinenza dello strumentale è -esiu al singolare, -esiais al plurale.

Es. Nom.: menuo, strum. menesiu (sing), menesiais (plur).


Per i nomi femminili in -a abbiamo l'uscita in -a al singolare e in -omis al plurale.

Es. Nom.: mašina, strum.: mašina (sing.), mašinomis (plur.).


Per i nomi uscenti in la terminazione dello strumentale al singolare è -e, al plurale -ėmis.

Es. Nom.: gelė, strum.: gele (sing.), gelėmis (plur.).


Per i nomi in -us la desinenza dello strumentale è -umi al singolare, -umis al plurale.

Es. Nom.: sunus, strum.: sunumi (sing.), sunumis (plur.).


Per i nomi in -is lo strumentale esce in -imi al singolare e -imis al plurale.

Es. Nom.: dantis, strum.: dantimi (sing.), dantimis (plur.).


Vediamo qualche esempio:

Markas kasdien važiuoja i darbą autobusu.
Marco va ogni giorno al lavoro in autobus.

Mačiau Michael Jaksoną Vilniaus Katedroje savo akimis. Jis buvo su keistuoliu.
Ho visto con i miei occhi Michael Jakson nella cattedrale di Vilnius. Era con un tipo un po' strano (n.d.r.: ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a personaggi realmente esistenti è puramente casuale :-).

Eglytė vaikščiojo su geltona kepuraite ant galvos.
La piccola Egle andava in giro con un cappellino giallo in testa.


Lo strumentale ha poi alcuni usi particolari molto importanti, che però vedremo in seguito.


Per il momento vi lascio qui. E studiate, farabutti che non siete altro!!! :gunsmilie:


#13 Sigmundflower

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Parašė 25 rugsėjo 2011 - 18:41

peccato che non se ne è fatto più niente :(


#14 Svetlicok

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Parašė 19 lapkričio 2012 - 17:59

Rodyti pranešimąenrico, 28 rugpjūčio 2006 - 20:07, pasakė:

Nominativo: come ho detto e' il caso del soggetto.

maschile
Singolare plurale
vyras -as vyrai -ai (moltissimi nomi, tutti maschili)
marito
brolis -is broliai -iai (molti nomi, tutti maschili)
fratello
arklys -ys arkliai -iai (un buon numero di nomi, tutti maschili)
cavallo
diena -a dienos -os (moltissimi nomi, per la maggior parte femminili)
giorno
keptuvė -ė keptuvės -ės (molti nomi, per la maggior parte femminili)
padella
akis -s akys -ys (pochi nomi, in maggioranza femminili)
occhio
sūnus -us sūnūs -ūs (pochi nomi, tutti maschili)
figlio
direktorius -ius direktoriai -iai (un buon numero di nomi, tutti maschili)
direttore
akmuo -uo akmenys -enys (pochi nomi, tutti maschili)
pietra

Il verbo essere e', al presente:

aš esu - io sono nesu - non sono
tu esi - tu sei nesi - non sei
jis, ji yra - lui, lei e' nėra - non e'
mes esame - noi siamo nesame - non siamo
jūs esate - voi siete nesate - non siete
jie, jos yra - loro sono nėra - non sono

I possessivi:
mano - mio, mia, miei, mie
tavo - tuo ecc.
jo - suo (di lui)
jos - suo (di lei)
mūsų - nostro
jūsų - vostro
jų - loro

In genere una domanda a cui si risponmde ''si' o no'' comincia con ''ar''

Esempi:
Aš esu tavo draugas. - Io sono tuo amico
Ji yra mano draugė - lei e' mia amica.
Jis nėra tavo draugas.- Lui non e' mio amico.
Ar jūs esate mano draugai? - Siete miei amici?

Provate a tradurre:

1. Noi siamo tuoi amici.
2. Lina e Indrė sono mie amiche.
3. Mindaugas e' tuo amico?
4. Lina e' vostra amica?
5. Tu sei nostro amico.
6. Tu non sei nostro amico.
7. Io non sono vostro amica.


Presentando cose o persone (soprattutto quando se ne parla la prima volta) spesso si usa l'avverbio ČIA (qui).

Esempi:

Čia yra mano keptuvė - questa (letteralmente: qui) e' la mia padella
Kas čia? - Che cos'e'?

Provate:

1. Questa (qui) e' una pietra.
2. Questo (qui) e' mio fratello.


Un ultimo esercizio, pallosissimo: formate il plurale dei seguenti nomi:

žurnalas (rivista) > žurnal_____
spinta (armadio) > spint______
lietus (pioggia) > liet_______
kompiuteris (computer) > kompiuter_____
ruduo (autunno) > rud______
avis (pecora: come akis) > av______

Žurnalai, spyntos, lietus, kompiuteriai ir t.t :P

Dai cosa posso dire........ bravi bravi bravi, vero prof!