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La Resa Dei Conti - ItaLietuva Forum

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LItalia al capolinea

43 atsakymai šioje temoje

#1 fabricijus

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Parašė 26 lapkričio 2011 - 22:49

L'Italia è a un passo dal crack, la disoccupazione giovanile è alle stelle, il debito pubblico non accenna a diminuire sostanzialmente e gli sperperi di un popolo sempre più improduttivo (parlo di popolo, e non di Stato) ci hanno portato a un lento, ma ormai inesorabile, tracollo. L'Europa ci guarda con timore e sospetto. E anche in Lituania non manca chi paventa il ritiro dell'Italia dall'Euro di qui a non molto (http://www.15min.lt/...bini-195-179579).
A distanza di diversi anni dagli ultimi commenti inviati al forum su questo argomento, le mie considerazioni di italiano all'estero non cambiano. Chissà cosa pensa oggi chi sosteneva allora, quando ne discutevamo in questa sede, che l'Italia è un paese ricco, nonostante tutto, e che la nostra economia non è neppur lontanamente paragonabile a quella della piccola Lituania. Eppure oggi la piccola Lituania, come il resto d'Europa, ci osserva. Ed è pronta a giudicarci. Già, a giudicarci, proprio come noi altri, quando la definiamo con sufficienza "un paese dell'Est", magari confondendola con la Lettonia o, peggio ancora, con l'Ucraina. In questa crisi dell'economia così profonda da ricordare quella che precedette l'ultima grande guerra, la giovane Lituania (pur fra mille difficoltà) ha superato la prova, e pare che si stia lasciando alle spalle la parte peggiore della crisi che ha dovuto affrontare. D'altra parte l'economia lituana, come la sua struttura sociale interna d'altra parte, è più snella, più dinamica, si adatta e risponde meglio alle difficoltà di questa complicatissima congiuntura economica. Qui da noi non esistono corporazioni, sindacati, tredicesime, quattordicesime e quindicesime. L'Italia, invece, soccombe o, quanto meno, soffoca, schiacciata dall'enormità del suo debito pubblico, dall'incapacità di attuare delle vere riforme tra enti politici e parti sociali, dalla sua cronica inadeguatezza agli impegni di una politica economica comune, impegni che ha sì assunto, ma che non è mai stata in grado di adempiere,
Di questo non mi rattristo, né gioisco (un tempo ne avrei gioito, credo), ma assisto semplicemente, da spettatore impotente, a ciò che sapevo sarebbe successo. La mia patria, e uso volutamente un termine desueto, che quando ero bambino poteva vantarsi del "sorpasso" sul Regno Unito, e di essere la quinta potenza industriale del mondo, si è ridotta al fantasma di sè stesso. L'Italia non ha speranze, ridotta a un paese di "milleuristi", dove i "giovani" (se è ancora giovane di chi ha 30 - 40 anni. Ndr) restano legati alla famiglia di origine fino alla tarda maturità in un limbo di stage/master/servizio civile/concorso di Stato, nell'attesa spasmodica di uno "stipendio fisso" e del sabato sera, di centinaia di migliaia di impiegati pubblici, spesso nulla facenti, di insegnanti, postini, poliziotti, carabinieri e vigili urbani e, infine, di vecchi pensionati (molti di loro sono tra i più privilegiati. Si tratta degli ex dipendenti pubblici, di coloro che permettono ai consumi di sopravvivere, che spendono in viaggi nei paesi esotici e in aiuti economici ai figli la propria lauta pensione, elargita - già, elargita, è il caso di dirlo - da mamma Roma). Bisogna poi aggiungere la massa degli immigrati, che cerca faticosamente di acquisire gli stessi diritti del resto degli Italiani e forse un giorno ne condividerà la sorte di zombie improduttivi.
Per un "giovane", non tanto per l'impossibilità di trovare un impiego, e quindi per la sua improduttività cronica, quanto per la burocrazia conservatrice e macchinosa che distingue il nostro paese, è impossibile fare le cose più semplici: affittare un appartamento, comprare un automobile o firmare un contratto di leasing, a meno che non intervenga la mamma ormai in pensione.
Ora, mi direte voi, la Lituania non sta molto meglio. La Lituania non è certo un paese ricco ma, alla luce dei dati, ne siamo proprio sicuri? La vicenda recente della banca Snoras ha portato agli occhi dell'opinione pubblica il fatto che nelle banche lituane sono custoditi 43 miliardi di litas di buoni pronto termine e che la quantità di denaro in deposito presso gli istituti di credito della piccola Repubblica ha raggiunto il suo massimo storico, raddoppiando dal 2004 ad oggi. Quindi i Lituani risparmiano, e non poco. Proprio come facevano gli Italiani negli anni '60 e '70, nonostante le congiunture economiche di quei decenni.
Malgrado gli errori di una classe politica spesso corrotta e lontana dai bisogni della gente, chi, come me, vive la Lituania di ogni giorno, vede molti dei propri amici e conoscenti affrontare con dignità ed impegno i costi imposti dalla crisi e, in alcuni casi, migliorare gradualmente il proprio tenore di vita, malgrado tutto, e senza scioperi e schiamazzi, senza scandali o indignazioni per i tagli alla spesa pubblica e (horribile dictu!) agli stipendi. Naturalmente è più facile vedere i vecchi che frugano nell'immondizia e i bambini degli orfanotrofi di provincia, verso i quali ci si improvvisa caritatevoli samaritani (creando, sotto le false spoglie del volontariato, scuole, scuolette e centri sportivi, e lucrando miseramente sui fondi destinati ad opere e società senza scopo di lucro, o sedicenti tali. Siam pur sempre Italiani, Ndr), che riconoscere la solidità della parte di un paese che cresce e, nonostante tutto, non si arrende.
In Italia siamo alla resa dei conti. E' ormai impossibile alimentare ancora la macchina dell'impiego pubblico e privato, dell'assistenza continua, delle tredicesime e delle quattordicesime, dei permessi retribuiti e dei congedi, delle pensioni da migliaia di euro, delle cosiddette liquidazioni e delle fiumane di soldi da dare ai vecchi. La pacchia è finita. E' l'ora dei sacrifici, e i Lituani potrebbero spesso insegnarci come farli restando a testa alta. Già, perché non so se noi siamo davvero pronti ad affrontarli, questi sacrifici, e prevedo, per il bel paese, un lungo periodo di tensione sociale e disordine.
Tempo addietro, quando ero un po' più giovane e scrivevo spesso di questi temi, chiusi uno dei miei post citando una frase famosa di uno dei padri delle nostre lettere: "Ai posteri l'ardua sentenza!". Ebbene, l'ardua sentenza è arrivata. Ora dobbiamo risponderne, Tutti.


#2 italico

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Parašė 27 lapkričio 2011 - 01:19

fabrizio..fabrizio..scrivi poco, molto poco qui dentro e mi spiace. Ricordo un vecchio utente, Liside, sparito..anche lui come te con il dono di saper scrivere.
Il forum ha bisogno di questi interventi di spessore, con l'equilibrio che ti contraddistingue. Mi piace come osservi gli avvenimenti e come non dai giudizi ma valutazioni.


#3 icekemia

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Parašė 27 lapkričio 2011 - 03:16

ogni tanto ritornano :)
l'analisi sulla situazione italiana non fa una piega
vedo però quella lituana tutt'altro che rosea
è vero che parte dei lituani ha imparato a fare la formica dopo anni da cicala, anche se la maggior parte del denaro depositato non appartiene ai piccoli risparmiatori, ma il piccolo paese baltico ha perso il treno per fare il salto di qualità
quando i contanti hanno cominciato a piovere si è pensato più a come improvvisarsi signori piuttosto che a come programmare investimenti strutturali
è di questi giorni la notizia che l'UE ha assegnato solo 210 milioni degli oltre 800 richiesti dal governo per continuare l'opera di dismissione della centrale di ignalina (qualcuno ipotizza che li si utilizzi per finanziare di nascosto la costruzione della nuova centrale)
entro il 2020 ai contribuenti lituani verrà chiesto di ripianare un buco (e si parla solo della centrale, non del resto) di circa 1 miliardo e mezzo di euro
facile immaginarsi quindi una pressione fiscale destinata a crescere ancora
il tutto va a detrimento dell'appetibilità del paese ad eventuali investimenti stranieri (la scarsa industrializzazione e preparazione specifica della forza lavoro fa il resto)
cosa avverrà quindi nei prossimi anni mentre i rubinetti europei si chiudono e gli stranieri trovano in polonia tutto quello che manca in lituania?
il pil ha ripreso a salire ma la disoccupazione sfiora il 20% nonostante la forte emigrazione
la totale mancanza di concorrenza in quasi tutti i settori non fa che portare i prezzi ad aumenti sconsiderati mentre i salari non seguono la tendenza con la stessa reattività
è pur vero che risanare la situazione lituana è impresa decisamente meno complessa che tappare la falla italiana
ma se in italia a parte indignarsi su facebook e scendendo in piazza non si fa, in lituania l'unica reazione è un biglietto di sola andata verso altri paesi


#4 Lyuka

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Parašė 27 lapkričio 2011 - 23:43

E' veramente impressionante l'analisi che entrambi fate della situazione economica, ma, come per l'Italia, non riesco a capire dove sta la verità. Non può essere solo una questione di bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.


#5 Sigmundflower

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Parašė 28 lapkričio 2011 - 08:53

Posso fare una battuta? Secondo me la situazione è seria, indubbiamente, ma è stata un poco esasperata dai media, anche esteri, per mettere in condizioni Berlusconi di lasciare...per non dare la possibilità che l'immagine di Silvio possa essere legata alla ripresa. Questa cosa è stata, a mio avviso, pretesa da alcuni governi europei.


#6 icekemia

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Parašė 28 lapkričio 2011 - 11:04

sig, sicuramente i media ci hanno marciato, sparare sull'italia è uno degli hobby preferiti dai giornalisti di tutto il mondo, perché gli italiani lasciano fare, essendo i primi ad autodenigrarsi
ma non si può nascondere il fatto che il nostro paese non sia in grado in alcun modo di stabilizzare o diminuire il debito pubblico
perché nessuno ne ha l'intenzione, finché dura il giochino del "magamose fuori tutto" con gli italiani in silenzio non vedremo cambiamenti
il governo monti è una pagliacciata messa su per aumentare le tasse senza azzerare gli sprechi, berlusconi non aveva il coraggio (o il buonsenso?) di farlo, anche perché ostacolato dalla lega, e il centrosinistra (da sempre pronto ad aumentare la pressione fiscale) non sembrava dare le garanzie dovute per tornare in sella e fare ciò che la BCE desiderava
ma, intrighi di palazzo a parte, sarebbe irresponsabile non ammettere che nessun governo, passato o presente, abbia fatto un solo significativo passo verso il risanamento
e mi addolora vedere che c'è ancora chi si schiera da una parte o dall'altra acciecato da chissà quale fede politica
non sarà il burattino monti a risollevare l'italia, perché non è tartassando i cittadini onesti che si esce dall'empasse, però recupererà un po' di dindi per tamponare parzialmente l'immane debito che grava sugli italiani
in attesa che qualcuno faccia saltare in alto le camere e le sedi di partito (dico in senso figurato :whistle: )


#7 Griso

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Parašė 28 lapkričio 2011 - 12:20

Rodyti pranešimąicekemia, 28 lapkričio 2011 - 11:04, pasakė:

in attesa che qualcuno faccia saltare in alto le camere e le sedi di partito (dico in senso figurato :whistle: )

Noi italiani siamo veramente bravi a lamentarci, a criticare, a fare comizi, talk-show, tante chiacchiere ma zero fatti. Non mi tiro fuori: anche io subisco, passivamente , non muovo un dito. Ho smesso di lamentarmi perdendo ogni speranza in qualsiasi barlume di idea vetero-politica che sia e a votare non vado da anni.
Da tempo immemore ho perso completamente fiducia nella UE. In fondo mi chiedo: a chi/che cosa è servita la Comunità Europea?! Mi ricordo quando ci dicevano "vedrai che bello...potrai girare l'Europa utilizzando una sola moneta". Personalmente questo era l'unico vantaggio reale che ricordo della propaganda eurista.Dico "era" perchè oggi nemmeno questo visto che di soldi per viaggiare non ce ne sono più. Voi ne conoscete altri?...dubito.
Il default non ci sarà mai perchè default significa perdita totale dei privilegi per tutti: per i nostri politici meglio andare avanti comunque, annaspando e brancolando nel buio.
Quello che ci aspetta all'orizzonte ce lo abbiamo vicino, molto vicino. Libia ed Egitto non sono lì per caso. Speriamo presto...


#8 maggi

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Parašė 28 lapkričio 2011 - 14:31

Fortunatamente, in Italia di lavoro vero, ce n’è rimasto ancora un po’.
La piccola e media impresa ogni giorno che Dio manda, riescono a pagare i salari ai dipendenti facendo salti mortali.
La politica, latita ormai da tempo, destra, sinistra, centro, si alternano con governi che a tutto badano, tranne che a porre provvedimenti strutturali solamente per timore di sprofondare nell'impopolarità.
L'alta finanza, che ogni giorno apre i Tg e le prime pagine dei giornali, dista anni luce dal lavoro vero, da quanti ogni giorno producono reddito per se e per gli altri.
Si parla di milioni di euro che la borsa ogni giorno brucia, si parla di fallimento, si parla di Dow Jones, di Nasdaq, di Agenzie di Rating e poi in ultimo di quel bel termine col bel nome di Spread, che ci accompagna da giorni ormai.
Un mare di puttanate, anzi, un oceano di puttanate che finalmente deve portare a galla una finta economia con facili arricchimenti di speculazioni in una merdosa Borsa ove i valori non sempre rispondono ai veri capitali.
Ben venga un fallimento di una moneta (EURO), che dall'oggi al domani ci ha portato e un irreversibile raddoppio di costi e di prezzi a fronte di salari vincolati ai valori della vecchia Lira.
Ben venga il fallimento di un’Unione Europea che non c'è.
Vincoli, solo vincoli e liberalizzazioni che stanno mettendo con il culo per terra imprenditori italiani che non riescono a parare lo strapotere di “economie emergenti”, che pagano giornate di lavoro con piatti di riso.
Lasciare questa Europa della Culona di Bonn, e dello Gnomo di Notre Dame, non mi spaventa, anzi con piacere mi riprenderei quelle quattro lire e magari con diecimila lire tornerei a percorrere i miei bei cento kilometri.
Ci riprendiamo il nostro cioccolato, quello vero, ci riprendiamo la nostra pizza, quella vera, e torniamo al nostro vero lavoro quotidiano, forse più poveri ma di certo più liberi.


#9 Griso

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Parašė 28 lapkričio 2011 - 15:45

Rodyti pranešimąmaggi, 28 lapkričio 2011 - 14:31, pasakė:

Lasciare questa Europa della Culona di Bonn, e dello Gnomo di Notre Dame, non mi spaventa, anzi con piacere mi riprenderei quelle quattro lire e magari con diecimila lire tornerei a percorrere i miei bei cento kilometri.
Ci riprendiamo il nostro cioccolato, quello vero, ci riprendiamo la nostra pizza, quella vera, e torniamo al nostro vero lavoro quotidiano, forse più poveri ma di certo più liberi.

cazzo come hai ragione!!!!!!!!!!!! einam einam


#10 Lyuka

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Parašė 28 lapkričio 2011 - 19:56

Avete mai pensato se doveste pagare 2.300 lire per il giornale, 8.132 per un pacchetto di sigarette o 12.000 lire per una pizza? A quante cose rinunceemmo secondo voi?
Probabilmente saremmo formiche anche noi.


#11 Griso

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Parašė 29 lapkričio 2011 - 12:22

Rodyti pranešimąLyuka, 28 lapkričio 2011 - 19:56, pasakė:

Avete mai pensato se doveste pagare 2.300 lire per il giornale, 8.132 per un pacchetto di sigarette o 12.000 lire per una pizza? A quante cose rinunceemmo secondo voi?
Probabilmente saremmo formiche anche noi.

ho smesso di fumare, il giornale me lo leggo su internet e la pizza me la faccio a casa.... :rolleyes:


#12 maggi

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Parašė 29 lapkričio 2011 - 13:50



#13 fabricijus

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Parašė 04 gruodžio 2011 - 11:57

Maggi scrive:

Citata

Lasciare questa Europa della c**ona di Bonn, e dello Gnomo di Notre Dame, non mi spaventa, anzi con piacere mi riprenderei quelle quattro lire e magari con diecimila lire tornerei a percorrere i miei bei cento kilometri.


Siamo alle solite. Chiacchiere da bar dello sport e orgoglio spocchioso da impiegati e piccoli (spesso sedicenti) imprenditori. Facile fare gli sbruffoni, meno facile sarà fare i conti con la catastrofe, se arriverà (Dio ci scampi):

http://www3.lastampa...lo/lstp/432843/


#14 Sigmundflower

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Parašė 04 gruodžio 2011 - 12:18

concordo con Fabricijus...pur non essendo mai stato un "Europeista" mi rendo conto che l'Europa unita è una soluzione necessaria!!!La cosa che mi fa girare le scatole e che Francesi e Tedeschi vogliono fare troppo i "grandi"


#15 icekemia

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Parašė 04 gruodžio 2011 - 12:55

anch'io concordo con il prof
è stato un errore accettare passivamente un tasso di conversione imposto dai crucchi e che ci ha penalizzati non poco
ma uscire ora dall'euro sarebbe un suicidio
soprattutto finché avremo conti disastrosi e tasse così assurdamente alte da impedire ogni accenno di ripresa

la partecipazione alla UE in questo momento non ci sta certo aiutando, ma la colpa di un debito pubblico ridicolo non è mica loro
è sempre facile cercare il colpevole nel vicino e gridare all'untore, ma l'italia è ormai una carcassa a cui sono ancora appiccicati milioni di vermi e parassiti che non si staccheranno finché non avranno prosciugato il cadavere
con gli italiani fermi a guardare e litigare tra loro


#16 Sigmundflower

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Parašė 04 gruodžio 2011 - 15:34

...inoltre con le nuove prospettive del CELAC e l'UNIONE EUROASIATICA....dove dovremmo andare?!?!?!?


#17 Griso

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Parašė 05 gruodžio 2011 - 11:25

Rodyti pranešimąfabricijus, 04 gruodžio 2011 - 11:57, pasakė:

Maggi scrive:


Siamo alle solite. Chiacchiere da bar dello sport e orgoglio spocchioso da impiegati e piccoli (spesso sedicenti) imprenditori. Facile fare gli sbruffoni, meno facile sarà fare i conti con la catastrofe, se arriverà (Dio ci scampi):

http://www3.lastampa...lo/lstp/432843/

gli impiegati e i piccoli imprendiotri sono colori che , insieme agli operai, hanno mandato e stanno mandando avanti la baracca Italia da molti anni...quindi possono lamentarsi e criticare. Unica colpa: averlo fatto fino ad ora " democraticamente"...


#18 maggi

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Parašė 05 gruodžio 2011 - 14:17

Rodyti pranešimąfabricijus, 04 gruodžio 2011 - 11:57, pasakė:

Maggi scrive:


Siamo alle solite. Chiacchiere da bar dello sport e orgoglio spocchioso da impiegati e piccoli (spesso sedicenti) imprenditori. Facile fare gli sbruffoni, meno facile sarà fare i conti con la catastrofe, se arriverà (Dio ci scampi):

http://www3.lastampa...lo/lstp/432843/


Le mie non sono chiacchiere da bar dello sport, luogo che inoltre nemmeno frequento.
Sbruffone sarai tu, che causa la tua incapacità di sopravvivere in italia, fai il "mantenuto" per quattro Litas in altro Paese (a me caro), a carico non so di quale "ente benefico".
Io è una vita che in Italia, in Lituania, in Croazia, in Romania e In Cekia, lavoro usando i miei soldi e i miei mezzi necessari, e sono sempre ben riuscito e sempre riuscirò a sostenere me e la mia famiglia (più di una)!
Ho svolto sempre il mio lavoro, non ho mai preso uno stipendio e in questa crisi voluta e creata da potenti Gruppi Economici, solamente per averne un tornaconto, riesco a vivere (comunque bene) del mio lavoro, anzi sto anche pensando di ampliare la mia attività in ITALIA.
L'Italia è la principale base della mia "piccola impresa", e siccome io vivo di lavoro vero, di quel lavoro che ti permette di prendere del materiale, di trasformarlo, di venderlo, di incassare, di pagare le tasse, di guadagnare, non ho paura del domani, rendendomi perfettamente conto che il lavoro (quello vero) c'è.
La catastrofe annunciata da giornali che giustamente devono servire i loro padroni, non c'è e non ci sarà.
Sei a migliaia di Km di distanza, vivi di informazioni pilotate, di voci, di sentimenti avversi di Chi Qui non vive o peggio di Chi qui non è riuscito a vivere.
Non puoi di certo essere tu il giudice e boia, di affermazioni e di pensieri di chi da una vita vive e lavora in un Grande paese quale il Nostro.
Per concludere ti comunico che da adesso in poi, è più corretto parlare di crisi europea, e se posso darti un consiglio "Sutor ne ultra Crepidam".

Senza rancore!


#19 man67

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Parašė 05 gruodžio 2011 - 14:30

Un paese i cui capisaldi sono l'equità e la solidarietà è un paese per compagni e cattolici non per imprenditori.


#20 icekemia

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Parašė 05 gruodžio 2011 - 15:24

@maggi, credo che fabricijus non ce l'avesse con te ma con l'idea di abbandonare l'euro

@man, equità, solidarietà, moderazione, giustizia... non dovrebbero mai mancare non solo in un paese ma dovrebbero essere capisaldi della persona
sono concetti che non hanno a che fare né con idee politiché, né con quelle religiose, qui si parla di "umanità" una condizione che l'evoluzione avrebbe dovuto ormai far prevalere sull'istinto di ergersi a spese degli altri
invece siamo passati dall'essere bestie ad essere dei virus che non vogliono più obbedire a nessuna regola che possa limitare il loro potere di contagio

le manovre economiche in atto in italia non hanno nulla né di equo né di solidale, sono aggettivi buttati lì per cercare di far inghiottire alla gente l'ennesimo boccone amaro, far pagare ancora più tasse a chi ha redditi più alti che cos'ha di equo o solidale se il denaro viene utilizzato per foraggiare gli sprechi della classe politica?