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Lituania: Crisi Già Finita? - ItaLietuva Forum

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Lituania: Crisi Già Finita?


25 atsakymai šioje temoje

#1 icekemia

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Parašė 03 vasario 2010 - 13:14

Il Sole 24 Ore pasakė:

L'economia lituana, dopo il pesante crollo subito a seguito della crisi finanziaria internazionale, sta registrando significativi segnali di ripresa.
Nel III trimestre 2009, il PIL e' aumentato del 6,1 per cento rispetto al trimestre precedente. Resta pero' inferiore del 14 per cento rispetto ai livelli dell' anno precedente. Anche i dati relativi ai consumi ed agli investimenti dell'ultimo trimestre confermano l'inversione di tendenza in atto. E a novembre, l'indice dei prezzi della produzione industriale e' risalito dello 0,6 per cento.
Resta invece preoccupante il dato relativo alla disoccupazione pari al 14,6% con una perdita di sei punti rispetto al 2008. Le aree piu' colpite sono quelle a vocazione industriale di Ignalina, Druskininkai e Mazeikiai. Secondo le previsioni prevalenti degli esperti economici, a partire dalla seconda meta' del 2010 l'economia lituana dovrebbe registrare una ripresa piu' rapida del previsto grazie soprattutto al buon andamento delle esportazioni che gia' nel secondo e terzo trimestre del 2009 hanno registrato un recupero del 23 per cento.
Questo trend positivo dovrebbe continuare per tutto il 2010, con un ulteriore aumento valutato nell'ordine del 17 per cento del volume delle esportazioni. Occorre aggiungere che le esportazioni concorrono per il 40% alla formazione del PIL del Paese.
Sul fronte dei conti pubblici un fattore positivo e' costituito dagli introiti dell'IVA che nei primi 11 mesi del 2009, hanno superato del 7 per cento le previsioni di bilancio. Incoraggianti anche i dati sul risparmio. In sostanza si prevede che il 2009 chiudera' con una contrazione su base annua del Pil pari all'11% ma che il 2010 registrera' un aumento dell'8 per cento.
Secondo la rivista statunitense International Living, specializzata nel settore immobiliare, la Lituania si pone al 22esimo posto su 194 Paesi nella graduatoria sulla qualita' della vita. Al primo posto figura la Francia e al nono l'Italia.


#2 fab73

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Parašė 03 vasario 2010 - 13:25

Ciao,
che la Lituania stia recuperando dal disastro del 2009 e' abbastanza prevedibile, peggio di cosi' c'era il baratro. E complice anche una presidente finalmente con le "palle" il recovery dell'economia si puo' fare.

Attenzione pero' IMHO a non cadere nelle false speranze o aspettative.

La tendenza oggi e' spendere poco e chiedere servizi sempre al piu' basso prezzo (un po' come successe dopo il boom della new economy in italia) se sino al giorno precedente si vendeva/comperava a 100 oggi ti dicono che ti possono dare 2 per lo stesso prodotto/servizio. Era falso il prezzo del bene/servizio prima e lo e' viceversa quello che vorrebbero pagare oggi.

Quindi, ripresa si, ma i lituani devono capire che si deve tornare ad investire il giusto, non "al prezzo piu' basso".

Ci sono un sacco di aziende che la crisi l'anno vista passare ma non li ha scalfiti piu' di tanto che si stanno approfittando di questa situazione sui fornitori e sui lavoratori.

Il problema e' che con l'alta disoccupazione in giro c'e' un sacco di gente che farebbe lavori anche a prezzi allucinanti pur di portare a casa la pagnotta.
Giusto, solo che tutto questo falsa ancora una volta il mercato.
Ahime'.

Staremo a vedere.
Ciao
Fabio


#3 bs4ever

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Parašė 03 vasario 2010 - 13:37

Rodyti pranešimąfab73, Feb 3 2010, 11:25, pasakė:

Ci sono un sacco di aziende che la crisi l'anno vista passare ma non li ha scalfiti piu' di tanto che si stanno approfittando di questa situazione sui fornitori e sui lavoratori.



nulla di nuovo sotto il sole ...purtroppo , le aziende non sono mai state un'ente di beneficenza ...ANZI ... , direi che è un comportamento transnazionale ...


#4 fab73

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Parašė 03 vasario 2010 - 13:46

beh, il problema e' che tutti parlano di mentalita' americana ma poi in pratica nessuno la applica, voglio dire non si chiede alle aziende di non fare business o affari, ma non approfittarsi della situazione che gia' e' grave di per se.

E cmq poi le aziende pagano questo modo di fare.

Tutti sanno che lavorare per un'azienda che ti tratta bene giova piu' all'azienda che al lavoratore.

;)

oh, beninteso che trattare bene non significa che il lavoratore debba poter fare quel che vuole, basta pagarlo bene e in cambio chiedere il raggiungimento degli obiettivi.


#5 bs4ever

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Parašė 03 vasario 2010 - 13:57

Rodyti pranešimąfab73, Feb 3 2010, 11:46, pasakė:

oh, beninteso che trattare bene non significa che il lavoratore debba poter fare quel che vuole, basta pagarlo bene e in cambio chiedere il raggiungimento degli obiettivi.


sfondi una porta aperta ..., purtroppo è sempre piu' duro trovarne di questa tipologia ... non dico si debba essere come la Olivetti del suo fondatore pero' ...


#6 fab73

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Parašė 03 vasario 2010 - 14:11

Rodyti pranešimąbs4ever, Feb 3 2010, 04:57, pasakė:

sfondi una porta aperta ..., purtroppo è sempre piu' duro trovarne di questa tipologia ... non dico si debba essere come la Olivetti del suo fondatore pero' ...



Certo, ma e' cosi' che si fa' gli imprenditori, mica come Tronchetti o i frurbetti... quelli sono capaci solo di lasciare macerie dietro di loro.


#7 bs4ever

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Parašė 03 vasario 2010 - 14:21

Rodyti pranešimąfab73, Feb 3 2010, 12:11, pasakė:

i, mica come Tronchetti o i frurbetti... quelli sono capaci solo di lasciare macerie dietro di loro.



fossero solo loro ....guarda Eutelia venduta ad agile e poi al omega ( ci si trova ex dipendenti di -Bull , ex -Olivetti accorpate in un unica scatola cinese e mandata allo sfascio ) , migliaia di lavoratori che rischiano di finire in mezzo a una strada , e tu ti chiedi e chi sara' mai l'imprenditore illuminato che ha causato tutto sto baillame ...
eccolo ...


http://www.pasteris.it/blog/2009/11/10/il-...ino-di-eutelia/


#8 fab73

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Parašė 03 vasario 2010 - 14:29

Rodyti pranešimąbs4ever, Feb 3 2010, 05:21, pasakė:

fossero solo loro ....guarda Eutelia venduta ad agile e poi al omega ( ci si trova ex dipendenti di -Bull , ex -Olivetti accorpate in un unica scatola cinese e mandata allo sfascio ) , migliaia di lavoratori che rischiano di finire in mezzo a una strada , e tu ti chiedi e chi sara' mai l'imprenditore illuminato che ha causato tutto sto baillame ...
eccolo ...
http://www.pasteris.it/blog/2009/11/10/il-...ino-di-eutelia/


Questo succede perche' si possono fare i giochetti delle scatole cinesi, io non licenzio piu' "vendo" i dipendenti creando una societa' terza che poi do' da amministrare a qualcun altro e dico che quella non e' piu' la mia azienda.

Leggi dovrebbero impedire di fare questo "scherzetto", ma da noi come ben si sa', le leggi le fanno al bar.


#9 bs4ever

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Parašė 03 vasario 2010 - 14:40

Rodyti pranešimąfab73, Feb 3 2010, 12:29, pasakė:

Questo succede perche' si possono fare i giochetti delle scatole cinesi, io non licenzio piu' "vendo" i dipendenti creando una societa' terza che poi do' da amministrare a qualcun altro e dico che quella non e' piu' la mia azienda.

Leggi dovrebbero impedire di fare questo "scherzetto", ma da noi come ben si sa', le leggi le fanno al bar.



ma come forse ben sai il gioco della scatola cinese serve serve ...eccome se serve ...non ai morti di fame come me ...ma a qualcun altro serve ...
ps: non ho mai capito perchè moltissimi morti di fame come me e peggio di me non si rendono conto che il voto dato a certa gente non tutela loro ...anzi ...ma perseguono nell'errore (non tutti ma ...)


#10 Vito61

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Parašė 03 vasario 2010 - 15:47

QUOTE(Il Sole 24 Ore)
L'economia lituana, dopo il pesante crollo subito a seguito della crisi finanziaria internazionale, sta registrando significativi segnali di ripresa.
Nel III trimestre 2009, il PIL e' aumentato del 6,1 per cento rispetto al trimestre precedente. Resta pero' inferiore del 14 per cento rispetto ai livelli dell' anno precedente. Anche i dati relativi ai consumi ed agli investimenti dell'ultimo trimestre confermano l'inversione di tendenza in atto. E a novembre, l'indice dei prezzi della produzione industriale e' risalito dello 0,6 per cento.
Resta invece preoccupante il dato relativo alla disoccupazione pari al 14,6% con una perdita di sei punti rispetto al 2008. Le aree piu' colpite sono quelle a vocazione industriale di Ignalina, Druskininkai e Mazeikiai. Secondo le previsioni prevalenti degli esperti economici, a partire dalla seconda meta' del 2010 l'economia lituana dovrebbe registrare una ripresa piu' rapida del previsto grazie soprattutto al buon andamento delle esportazioni che gia' nel secondo e terzo trimestre del 2009 hanno registrato un recupero del 23 per cento.
Questo trend positivo dovrebbe continuare per tutto il 2010, con un ulteriore aumento valutato nell'ordine del 17 per cento del volume delle esportazioni. Occorre aggiungere che le esportazioni concorrono per il 40% alla formazione del PIL del Paese.
Sul fronte dei conti pubblici un fattore positivo e' costituito dagli introiti dell'IVA che nei primi 11 mesi del 2009, hanno superato del 7 per cento le previsioni di bilancio. Incoraggianti anche i dati sul risparmio. In sostanza si prevede che il 2009 chiudera' con una contrazione su base annua del Pil pari all'11% ma che il 2010 registrera' un aumento dell'8 per cento.
Secondo la rivista statunitense International Living, specializzata nel settore immobiliare, la Lituania si pone al 22esimo posto su 194 Paesi nella graduatoria sulla qualita' della vita. Al primo posto figura la Francia e al nono l'Italia.



Mi scuso con i lettori se commetterò qualche imprecisione poiché conosco poco il sistema economico/industriale lituano, i problemi strutturali del mercato del lavoro e il relativo dibattito politico locale.
Senza però voler entrare nel merito degli indirizzi di massima del Trattato di Lisbona (ratificato dalla Lituania nel maggio 2008), ricordo le raccomandazioni della CE ai singoli stati ad intervenire su alcuni aspetti.
Per quanto riguarda la Lituania sicuramente rientravano i problemi strutturali del mercato del lavoro e la creazione di condizioni più favorevoli agli aumenti di produttività (problemi, ahimè, comuni a mezza Europa);
Ebbene dalle “nostre parti”, non più di qualche mese fa, il Ministro Tremonti lanciò l’idea, com’è nel suo stile, di far partecipare i lavoratori agli utili aziendali (già presente tra l’altro nel nostro ordinamento).
Certo in tempo di crisi potrebbe sembrare quantomeno singolare riproporla dato che l’obbiettivo attuale è mantenere il saldo occupazionale entro limiti accettabili, però a mio avviso tutte le proposte per rivedere le regole del capitalismo selvaggio sono lecite e vanno dibattute.
Si badi bene che la proposta del Ministro s’inquadra in una cornice ben più ampia, come parte di una nuova “economia sociale di mercato”, in cui la partecipazione finanziaria dei lavoratori dovrebbe garantire una maggiore produttività e responsabilità per l’andamento aziendale. Il classico uovo di Colombo.
Personalmente vedo meglio la possibilità di azionariato collettivo dei dipendenti (soprattutto per piccole e medie imprese) sul modello anglosassone, ma da noi purtroppo mancano disposizioni legislative specifiche.
Magari un tale modello potrebbe essere utile se applicato in Liuania.


#11 man67

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Parašė 03 vasario 2010 - 16:49

Rodyti pranešimąVito61, Feb 3 2010, 13:47, pasakė:

[i]QUOTE(Il Sole 24 Ore)

Personalmente vedo meglio la possibilità di azionariato collettivo dei dipendenti (soprattutto per piccole e medie imprese) sul modello anglosassone, ma da noi purtroppo mancano disposizioni legislative specifiche.
Magari un tale modello potrebbe essere utile se applicato in Liuania.


Io seriamente vedrei molto meglio un controllo diretto dello stato sulle aziende, tutte le aziende italiane private dovrebbero essere nazionalizzate.


#12 Vito61

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Parašė 03 vasario 2010 - 17:24

Rodyti pranešimąman67, Feb 3 2010, 14:49, pasakė:

Io seriamente vedrei molto meglio un controllo diretto dello stato sulle aziende, tutte le aziende italiane private dovrebbero essere nazionalizzate.

Capisci che, in fondo in fondo, comunista lo sei stato? ;)


#13 man67

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Parašė 03 vasario 2010 - 17:40

Rodyti pranešimąVito61, Feb 3 2010, 15:24, pasakė:

Capisci che, in fondo in fondo, comunista lo sei stato? ;)

azienda di stato

no io odiavo i comunisti, lo sono diventato, mi adeguo allo stato delle cose, se un imprenditore non puo' licenziare, lavorare, guadagnare ma deve solo tirare il carretto tanto vale per noi imprenditore sedersi e vedere come tira il carretto il nostro stato, sono cosi bravi a imporci regole e condizioni


#14 Vito61

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Parašė 03 vasario 2010 - 17:53

Rodyti pranešimąman67, Feb 3 2010, 15:40, pasakė:

azienda di stato

no io odiavo i comunisti, lo sono diventato, mi adeguo allo stato delle cose, se un imprenditore non puo' licenziare, lavorare, guadagnare ma deve solo tirare il carretto tanto vale per noi imprenditore sedersi e vedere come tira il carretto il nostro stato, sono cosi bravi a imporci regole e condizioni


Infatti con l'elemosina di Stato si tira solo a campare. E su questo siamo in accordo.
Ma credo che si possa trovare un equilibrio tra la creazione di ricchezza in una azienda (che è il principale risultato del lavoro dei suoi dipendenti) e costo del lavoro legandolo, in parte, al rendimento aziendale (se ben organizzato).
Senza considerare poi la possibilità di risolvere il problema della successione e pianificazione del ricambio generazionale nelle aziende familiari fortemente presenti in gran parte nel tessuto produttivo italiano.


#15 man67

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Parašė 03 vasario 2010 - 18:33

Rodyti pranešimąVito61, Feb 3 2010, 15:53, pasakė:

Infatti con l'elemosina di Stato si tira solo a campare. E su questo siamo in accordo.
Ma credo che si possa trovare un equilibrio tra la creazione di ricchezza in una azienda (che è il principale risultato del lavoro dei suoi dipendenti) e costo del lavoro legandolo, in parte, al rendimento aziendale (se ben organizzato).
Senza considerare poi la possibilità di risolvere il problema della successione e pianificazione del ricambio generazionale nelle aziende familiari fortemente presenti in gran parte nel tessuto produttivo italiano.


Teoricamente si, in pratica in italia e' gia troppo tardi per tutto, qualora poi non fosse troppo tardi ti assicuro che legare ai risultati il compenso e' opera impossibile, quando il target non fosse raggiunto stai sicuro che lui si sentirebbe defraudato e tu come azienda avresti un dipendente inviperito con te e con l'azienda.
Sapere poi interpretare dati dei bilanci, risultati e' poi un impresa ardua per me laureato e che lo faccio da anni figurati per delle persone che hanno la terza media o sono straniere.
Ricorda che poi il 90% delle persone lavora in realta' medio piccole come la mia, in queste aziende quelli che valgono vengono gia' remunerati di piu' con premi di produzioni.

Io come gran parte dei piccoli imprenditori siamo sulla stessa barca dei nostri dipendenti, i nemici per noi (imprenditori e dipendenti) e' lo stato, la burocrazia (le nuove regole per la compilazione dell'intrastat ne sono un esempio fantastico), i dipendenti fannulloni che non riesci ad eliminare, i clienti che non pagano e che sono protetti dall'inefficenza dello stato, i curatori fallimentari che fanno le revocatorie ....

Oggi sono stato a pranzo con quell'imprenditore varesotto che sposta i suoi dipendenti e la sua azienda in svizzera, sembrava un bambino felice a cui hanno regalato un nuovo giocattolo. Non vedevo cosi tanto entusiasmo in un imprenditore da anni.




Rodyti pranešimąVito61, Feb 3 2010, 15:53, pasakė:

Senza considerare poi la possibilità di risolvere il problema della successione e pianificazione del ricambio generazionale nelle aziende familiari fortemente presenti in gran parte nel tessuto produttivo italiano.


Tutti venderemo la nostra azienda o quote di essa, come sempre, non mancano i venditori mancano i soldi per comprare.
Se poi dobbiamo cedere gratuitamente torniamo all'idea del comunismo reale che io giunti a questo punto appoggio integralmente.


#16 bs4ever

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Parašė 03 vasario 2010 - 18:38

Rodyti pranešimąman67, Feb 3 2010, 16:33, pasakė:

Teoricamente si, in pratica in italia e' gia troppo tardi per tutto, qualora poi non fosse troppo tardi ti assicuro che legare ai risultati il compenso e' opera impossibile, quando il target non fosse raggiunto stai sicuro che lui si sentirebbe defraudato e tu come azienda avresti un dipendente inviperito con te e con l'azienda.
Sapere poi interpretare dati dei bilanci, risultati e' poi un impresa ardua per me laureato e che lo faccio da anni figurati per delle persone che hanno la terza media o sono straniere.
Ricorda che poi il 90% delle persone lavora in realta' medio piccole come la mia, in queste aziende quelli che valgono vengono gia' remunerati di piu' con premi di produzioni.

Io come gran parte dei piccoli imprenditori siamo sulla stessa barca dei nostri dipendenti, i nemici per noi (imprenditori e dipendenti) e' lo stato, la burocrazia (le nuove regole per la compilazione dell'intrastat ne sono un esempio fantastico), i dipendenti fannulloni che non riesci ad eliminare, i clienti che non pagano e che sono protetti dall'inefficenza dello stato, i curatori fallimentari che fanno le revocatorie ....

Oggi sono stato a pranzo con quell'imprenditore varesotto che sposta i suoi dipendenti e la sua azienda in svizzera, sembrava un bambino felice a cui hanno regalato un nuovo giocattolo. Non vedevo cosi tanto entusiasmo in un imprenditore da anni.
Tutti venderemo la nostra azienda o quote di essa, come sempre, non mancano i venditori mancano i soldi per comprare.
Se poi dobbiamo cedere gratuitamente torniamo all'idea del comunismo reale che io giunti a questo punto appoggio integralmente.





solo un'osservazione "i nemici sono i dipendenti fannulloni" , la domanda è "ma chi li ha assunti ?" Ti hanno messo un revolver alla tempia ?


#17 savio

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Parašė 04 vasario 2010 - 10:32

probabilmente la risposta è fuori luogo....
ma se la crisi finisce entro 5 mesi prima del mio matrimonio SARò IO A TRASFERIRMI IN LT!!

...se qualcuno vuole assumermi IO SONO QUI ;)


#18 icekemia

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Parašė 04 vasario 2010 - 11:37

dario, l'idea di trasferirsi e fare il dipendente è poco praticabile anche se la crisi finisse
senza la lingua e senza agganci il massimo che ti troveresti a poter fare è il cameriere, l'insegnante di lingua o l'operatore di call center, con stipendi uguali a quelli dei tempi di crisi
la lituania è ancora un paese potenzialmente appetibile per chi vuole investire anche in piccolo, ma bisogna studiare molto bene il contesto locale


#19 bs4ever

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Parašė 04 vasario 2010 - 11:50

Rodyti pranešimąicekemia, Feb 4 2010, 09:37, pasakė:

la lituania è ancora un paese potenzialmente appetibile per chi vuole investire anche in piccolo


ma dove?! Qualche esempio di successo "in piccolo" ? Escludendo "da Antonio" ( il quale inizio piu' di 15 anni fa in estonia ) , io conosco solo negozi di abbigliamento che hanno chiuso dopo qualche mese ...a VILNIUS peraltro ...
Dario fidati , stai a Roma che di meglio città non ce n'è ...


#20 fab73

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Parašė 04 vasario 2010 - 12:48

Rodyti pranešimąbs4ever, Feb 4 2010, 02:50, pasakė:

ma dove?! Qualche esempio di successo "in piccolo" ? Escludendo "da Antonio" ( il quale inizio piu' di 15 anni fa in estonia ) , io conosco solo negozi di abbigliamento che hanno chiuso dopo qualche mese ...a VILNIUS peraltro ...
Dario fidati , stai a Roma che di meglio città non ce n'è ...



Dipende dal settore e da cosa fai (o vorresti fare)
Io vivo e lavoro in LT prendo lavoro all'estero (IT- GB -Canada) e lo faccio qui. Lavoro per lituani o russi che pagano benino (e chi non paga via!).
Funziona. Non sono ricco ma funziona.

Cose da evitare: lavorare *solo* per il mercato interno se fai servizi (troppo piccolo) e se fai un lavoro b2c devi assolutamente avere le spalle grosse (leggi capitali in banca) e fare tanto ma tanto marketing.

Ahime' gli italiani che hanno tentato l'avventura b2c in lituania si sono o inventati imprenditori oppure hanno cercato di applicare il modello "tiro a campare" italiano alla lituania. (mitico un ristoratore che ha speso un botto per il locale bello, inutilmente dico io, e poi non ha fatto nessuna pubblicita' per far sapere che era aperto e metteva un piatto di spaghetti allo stesso prezzo dell'italia: risultato il locale bello ha chiuso dopo un anno e quasi nessun lituano ci ha prestato attenzione perche' nessuno sapeva ci fosse.)
Non basta dire "sono italiano" perche' la gente prenda i tuoi prodotti.

Spiace ad esempio vedere che nessuno (pur essendo grandi fautori del libero mercato) non facciano PRIMA di aprire dei business analisi di mercato (pagandole!) e poi non facciano pubblicita' in loco per attrarre clienti.

In generale, avere un'azienda qui vuol dire pagare solo il 5% di tasse (se non fatturi piu' di 150mila euro) e uno stato non opprimente.

Ma, ripeto, c'e' da essere molto decisi e seri. Se si e' qui per "caso" e si fa' business "per caso" e' meglio lasciare stare.