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Ma Le Lituane Sono Mignot**? - ItaLietuva Forum

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Ma Le Lituane Sono Mignot**?


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#1 fabricijus

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Parašė 08 gruodžio 2009 - 00:10

Un titolo, volutamente volgare e provocatorio, per portare l'attenzione su quello che mi è capitato alcuni giorni fa durante la mia ultima visita in Italia.

Dunque, l'"azione" si svolge in Piemonte, in un grande appartamento finemente arredato della cosiddetta "Torino bene". Sono ospite di persone che non conosco, su invito di amici comuni lì presenti. Appena arrivo, mi siedo al grande tavolo del soggiorno, attorno al quale si erano tutti riuniti, e subito cominciano i convenevoli. Come ti chiami, di cosa ti occupi, dove abiti, ecco che, dopo un po', immancabili, seguono le ovvie domande sulla mia condizione di italiano all'estero. Ma questa volta l'esordio è piuttosto spiacevole. A tener banco è un collega, un insegnante di lettere di un istituto alberghiero del capoluogo piemontese. Non ne dirò altro, per ovvie ragioni di rispetto (e consapevole che questo articoletto arriverà anche a lui). La prima delle domande che mi vengono rivolte è proprio quella che da il titolo al topic: "Ma le lituane sono mignotte?". Reduce da situazioni simili (ma mai tanto sgradevoli. Non è certo la prima domanda da farsi a una persona che non conosci dopo aver saputo che non vive in patria), cerco di rispondere con buon senso, assecondando con bonarietà gli allegri stereotipi del collega. Senonché, la seconda domanda è: "Ma i lituani sono delinquenti?". Mantengo la calma, perché l'esperienza mi ha insegnato a non lottare contro i mulini a vento, e rispondo con ironia. Da tempo mi sono ripromesso di rispondere a queste domande assurde accontentando gli stereotipi di chi me le fa. In questi casi dovrei dire: "Certo, dei delinquenti efferati, disposti a tutto per un pugno di litas". Ma io non ce la faccio a reagire così. O mi incaz**, o ignoro la domanda e rispondo in modo generico ma sensato. In questo caso, data la circostanza, ho seguito la seconda variante e ho fatto notare che c'è microcriminalità, ma che non reputo la Lituania, in genere, più pericolosa del mio paese. Ma è chiaro che il mio interlocutore non mi crede. Mi guarda come fossi un missionario salesiano del Niger che difende le qualità dei negretti delle capanne. Con aria di compassione e di ammirazione per il mio coraggio, che mi porta a vivere in una terra tanto difficile, mi incalza con la terza domanda, chiedendomi (riporto testuali parole): "ma c'è molta miseria in Lituania?". Rispondo di no, aggiungo che il reddito medio e il tenore di vita sono senz'altro più bassi, che ci sono alcuni casi di povertà (come anche in Italia) e che la crisi qui è stata particolarmente dura. Ma, anche in questo caso, noto subito che la mia domanda non soddisfa chi mi sta interrogando. Le altre domande sono, nell'ordine: "ma ci sono tante Trabant?" (curiosa questa, che viene però, da parte di un altro dei presenti, un po' più "morigerato"). Spiego che sono rarissime, ma che può capitare di vedere in giro qualche Volga e qualche Žigulì, come da noi può capitare di vedere qualche FIAT 127.
"Ma tu il russo l'hai imparato?" (questa mi fa sempre irritare in modo particolare), torna a chiedermi l'altro. E vai a spiegare la solita lit(u)ania (a un insegnante di lettere!): cos'è il lituano, cosa sono le lingue baltiche, che l'estone è una lingua finnica, e che il russo non c'entra nulla né con le une, né con le altre...
"Ma come si vive?", "Ma le strade sono buone?", "Ma c'è tanto alcolismo?" (forse questa la più sensata). E poi si torna alle donne. Prende la parola la moglie del collega. "E sì", dice, "le lituane devono essere belle come le moldave...". "Po velniu, prie ko čia Moldova? Boba tu durna...". Questo il mio primo pensiero... E allora vai a spiegare dov'è la Moldavia e dov'è la Lituania. e che comunque non so come siano le moldave, e che sono sicuro che ci siano anche moldave brutte, così come ci sono (anche se rare, lo riconosco; ndr.) lituane brutte.

Dopo un po' la conversazione va in un'altra direzione e si cambia argomento, per mia fortuna ed immenso sollievo. E così questo è il tipo di dialoghi che mi trovo spesso ad affrontare in Italia, nell'Italia medio-borghese, delle famiglie da 4 mila euro di reddito, del cappuccino al bar e delle cene del sabato sera, quando torno a casa.

Ma non voglio fare del qualunquismo, né ripetere considerazioni trite e ritrite. D'altra parte, stavolta, e per la prima volta, ho lasciato l'Italia con un po' di tristezza e, per la prima volta, una volta tornato, ne ho sentito la nostalgia. Ma, devo ammetterlo, mi è anche passata subito...


#2 AlVit

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Parašė 08 gruodžio 2009 - 13:02

Rodyti pranešimąfabricijus, Dec 7 2009, 22:10, pasakė:

Ma non voglio fare del qualunquismo, né ripetere considerazioni trite e ritrite. D'altra parte, stavolta, e per la prima volta, ho lasciato l'Italia con un po' di tristezza e, per la prima volta, una volta tornato, ne ho sentito la nostalgia. Ma, devo ammetterlo, mi è anche passata subito...


Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.


Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.


Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo padre

L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.
(30 novembre 2009)


#3 man67

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Parašė 08 gruodžio 2009 - 13:47

Rodyti pranešimąAlVit, Dec 8 2009, 11:02, pasakė:

L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.
(30 novembre 2009)


Da che pulpito questa predicozza, un mantenuto dallo stato che reclama.

Va la cialtrone, apriti una partita iva , inizia a lavorare, cercati i clienti, paga i fornitore ed i dipendenti e poi dopo 20 anni di questa vita hai diritto di parlare.

studi SOCIALI <_< ormai in italia non si puo' nemmeno aprire una panetteria senza definirala sociale,equa, solidale ..... che palle che fate venire


#4 Lyuka

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Parašė 08 gruodžio 2009 - 14:39

Io, nel dubbio, mi tengo i miei amici da 1000 euro al mese, che a malapena sapevano dove si trovasse la Lituania e adesso la conoscono bene attraverso i miei occhi e i miei racconti, sicuri che vale la pena, almeno, di una visita.


#5 giorgio

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Parašė 08 gruodžio 2009 - 17:54

Rodyti pranešimąfabricijus, Dec 7 2009, 22:10, pasakė:



Ciao Fabri!
allora capo primo sei uno stronzo perchè come al solito sei a Torino e non ti sei fatto vivo! :whistle:

In merito alla tuo bel racconto che dire.. beh dai la Torino bene non è certo quella che guadagna 4000 euro al mese, questi sono i nuovi ricchi.. :laugh:, sai che noi poveri Torinesi non arriviamo a fine mese con i soliti 1000 euro (ah averli... ) che la mamma (Fiat) e circondario ci offrono.. :evil:

Al "Conte" cioè il bel professorone (che è facilmente riconoscibile poichè non ci sono molti istituti alberghieri nel capoluogo Piemontese), non so che dire..
se non che un poveraccio..., magari visto che non ne sa molto del paese, iniziare con qualche domanda un po piu' come dire "rispettosa" vista la presenza della Signora.. :laugh:

Oggi ho i caxxi miei e non ho voglia di andare oltre...

Ah caro Conte, magari questa notizia la puo' interessare ...
http://www.motori24.ilsole24ore.com/Auto-N...trabant-new.php

iki ;)


#6 fabricijus

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Parašė 08 gruodžio 2009 - 18:37

Ciao Giorgio! Sono stato a To solo 3 giorni. Ma torno per Natale, così ci sentiamo, ok?
A presto!

F.


#7 giorgio

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Parašė 08 gruodžio 2009 - 21:30

Rodyti pranešimąfabricijus, Dec 8 2009, 16:37, pasakė:

Ciao Giorgio! Sono stato a To solo 3 giorni. Ma torno per Natale, così ci sentiamo, ok?
A presto!

F.


Gerai!! :whistle:


#8 manu69

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Parašė 09 gruodžio 2009 - 15:53

Rodyti pranešimąfabricijus, Dec 7 2009, 22:10, pasakė:

...Ma è chiaro che il mio interlocutore non mi crede. Mi guarda come fossi un missionario salesiano del Niger che difende le qualità dei negretti delle capanne. ...

Difficile contrastare un pregiudizio.
Alla notizia: "mia moglie è lituana", fa seguito il pensiero: "ah, dell'est; l'ha sposato per motivi economici" ...
Nel tempo la mia diplomazia è diminuita, ed ora arrivo a dichiarare schiettamente che mia moglie è più ricca di me (è vero :evil: ), ma a volte faccio la figura del salesiano di fabricijus ... :whistle:
Devo dire che le cose stanno cambiando, anni fa era peggio. ;)


#9 Lyuka

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Parašė 09 gruodžio 2009 - 22:09

Rodyti pranešimąmanu69, Dec 9 2009, 13:53, pasakė:

Difficile contrastare un pregiudizio.
Alla notizia: "mia moglie è lituana", fa seguito il pensiero: "ah, dell'est; l'ha sposato per motivi economici" ...
Nel tempo la mia diplomazia è diminuita, ed ora arrivo a dichiarare schiettamente che mia moglie è più ricca di me (è vero :evil: ), ma a volte faccio la figura del salesiano di fabricijus ... :whistle:
Devo dire che le cose stanno cambiando, anni fa era peggio. ;)

Io, ripeto,sottopongo ogni mio interlucutore, alla storia politico sociale dei paesi baltici durante l'occupazione soveica, faccio un soliloquio fino a che mi inizino a fare delle domande intellegenti..
sarà per ciò che ho pochi amici???


#10 icekemia

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Parašė 10 gruodžio 2009 - 01:32

secondo me è più che altro perché tifi inter ;)

ma l'insegnante dell'alberghiero non sarà mica modob? :whistle:


#11 bs4ever

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Parašė 14 gruodžio 2009 - 17:22

Rodyti pranešimąfabricijus, Dec 7 2009, 22:10, pasakė:

Un titolo, volutamente volgare e provocatorio, per portare l'attenzione su quello che mi è capitato alcuni giorni fa durante la mia ultima visita in Italia.

Dunque, l'"azione" si svolge in Piemonte, in un grande appartamento finemente arredato della cosiddetta "Torino bene". Sono ospite di persone che non conosco, su invito di amici comuni lì presenti. Appena arrivo, mi siedo al grande tavolo del soggiorno, attorno al quale si erano tutti riuniti, e subito cominciano i convenevoli. Come ti chiami, di cosa ti occupi, dove abiti, ecco che, dopo un po', immancabili, seguono le ovvie domande sulla mia condizione di italiano all'estero. Ma questa volta l'esordio è piuttosto spiacevole. A tener banco è un collega, un insegnante di lettere di un istituto alberghiero del capoluogo piemontese. Non ne dirò altro, per ovvie ragioni di rispetto (e consapevole che questo articoletto arriverà anche a lui). La prima delle domande che mi vengono rivolte è proprio quella che da il titolo al topic: "Ma le lituane sono mignotte?". Reduce da situazioni simili (ma mai tanto sgradevoli. Non è certo la prima domanda da farsi a una persona che non conosci dopo aver saputo che non vive in patria), cerco di rispondere con buon senso, assecondando con bonarietà gli allegri stereotipi del collega. Senonché, la seconda domanda è: "Ma i lituani sono delinquenti?". Mantengo la calma, perché l'esperienza mi ha insegnato a non lottare contro i mulini a vento, e rispondo con ironia. Da tempo mi sono ripromesso di rispondere a queste domande assurde accontentando gli stereotipi di chi me le fa. In questi casi dovrei dire: "Certo, dei delinquenti efferati, disposti a tutto per un pugno di litas". Ma io non ce la faccio a reagire così. O mi incaz**, o ignoro la domanda e rispondo in modo generico ma sensato. In questo caso, data la circostanza, ho seguito la seconda variante e ho fatto notare che c'è microcriminalità, ma che non reputo la Lituania, in genere, più pericolosa del mio paese. Ma è chiaro che il mio interlocutore non mi crede. Mi guarda come fossi un missionario salesiano del Niger che difende le qualità dei negretti delle capanne. Con aria di compassione e di ammirazione per il mio coraggio, che mi porta a vivere in una terra tanto difficile, mi incalza con la terza domanda, chiedendomi (riporto testuali parole): "ma c'è molta miseria in Lituania?". Rispondo di no, aggiungo che il reddito medio e il tenore di vita sono senz'altro più bassi, che ci sono alcuni casi di povertà (come anche in Italia) e che la crisi qui è stata particolarmente dura. Ma, anche in questo caso, noto subito che la mia domanda non soddisfa chi mi sta interrogando. Le altre domande sono, nell'ordine: "ma ci sono tante Trabant?" (curiosa questa, che viene però, da parte di un altro dei presenti, un po' più "morigerato"). Spiego che sono rarissime, ma che può capitare di vedere in giro qualche Volga e qualche Žigulì, come da noi può capitare di vedere qualche FIAT 127.
"Ma tu il russo l'hai imparato?" (questa mi fa sempre irritare in modo particolare), torna a chiedermi l'altro. E vai a spiegare la solita lit(u)ania (a un insegnante di lettere!): cos'è il lituano, cosa sono le lingue baltiche, che l'estone è una lingua finnica, e che il russo non c'entra nulla né con le une, né con le altre...
"Ma come si vive?", "Ma le strade sono buone?", "Ma c'è tanto alcolismo?" (forse questa la più sensata). E poi si torna alle donne. Prende la parola la moglie del collega. "E sì", dice, "le lituane devono essere belle come le moldave...". "Po velniu, prie ko čia Moldova? Boba tu durna...". Questo il mio primo pensiero... E allora vai a spiegare dov'è la Moldavia e dov'è la Lituania. e che comunque non so come siano le moldave, e che sono sicuro che ci siano anche moldave brutte, così come ci sono (anche se rare, lo riconosco; ndr.) lituane brutte.

Dopo un po' la conversazione va in un'altra direzione e si cambia argomento, per mia fortuna ed immenso sollievo. E così questo è il tipo di dialoghi che mi trovo spesso ad affrontare in Italia, nell'Italia medio-borghese, delle famiglie da 4 mila euro di reddito, del cappuccino al bar e delle cene del sabato sera, quando torno a casa.

Ma non voglio fare del qualunquismo, né ripetere considerazioni trite e ritrite. D'altra parte, stavolta, e per la prima volta, ho lasciato l'Italia con un po' di tristezza e, per la prima volta, una volta tornato, ne ho sentito la nostalgia. Ma, devo ammetterlo, mi è anche passata subito...


ognuno , c'ha gli amici / conoscenti che si merita...


#12 giorgio

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Parašė 14 gruodžio 2009 - 22:02

Rodyti pranešimąfabricijus, Dec 7 2009, 22:10, pasakė:

Sono ospite di persone che non conosco, su invito di amici comuni lì presenti.


Fabri non ha certo bisogno dei miei interventi....


#13 italico

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Parašė 14 gruodžio 2009 - 22:34

Rodyti pranešimąbs4ever, Dec 14 2009, 08:22, pasakė:

ognuno , c'ha gli amici / conoscenti che si merita...

allora se la regola è questa non oso immaginare come siano i tuoi amici/parenti... B) ;) :evil:
non vorrei mai trovarmeli di fronte :angry: <_<
sinceramente mi sento offeso nel mio senso civico e di convivenza sociale nel vederti qui dentro, sei come una zanzara fastidiosa che ronza vicino all'orecchio, tutti vorrebbero eliminarti.
aspetta che do un'occhiata se trovo l'autan avanzato da quest'estate....torno subito....


#14 bs4ever

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Parašė 14 gruodžio 2009 - 23:08

Rodyti pranešimąitalico, Dec 14 2009, 20:34, pasakė:

allora se la regola è questa non oso immaginare come siano i tuoi amici/parenti... B) ;) :evil:
non vorrei mai trovarmeli di fronte :angry: <_<
sinceramente mi sento offeso nel mio senso civico e di convivenza sociale nel vederti qui dentro, sei come una zanzara fastidiosa che ronza vicino all'orecchio, tutti vorrebbero eliminarti.
aspetta che do un'occhiata se trovo l'autan avanzato da quest'estate....torno subito....


estromettimi , bannami , eliminami ...su forza ...


#15 manu69

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Parašė 15 gruodžio 2009 - 01:21

Rodyti pranešimąbs4ever, Dec 14 2009, 15:22, pasakė:

ognuno , c'ha gli amici / conoscenti che si merita...

bs4ever, ti considero una persona intelligente e istruita, dunque il comportarsi con la, ormai qui più volte citata tua arroganza, credo sia una cosa voluta; e mi chiedo il perchè...
Mi aiuti per la risposta ? :angry:

PS. Manco solo io allo scontro con te, forse mi sono salvato perchè:
1. Non sono AntiSoviet come tanti altri...
2. Ho la moglie Lituana al 101%, ma non odia i russi...
3. Sono Romanista...


#16 bs4ever

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Parašė 15 gruodžio 2009 - 10:42

Rodyti pranešimąmanu69, Dec 14 2009, 23:21, pasakė:

bs4ever, ti considero una persona intelligente e istruita, dunque il comportarsi con la, ormai qui più volte citata tua arroganza, credo sia una cosa voluta; e mi chiedo il perchè...
Mi aiuti per la risposta ? <_<

PS. Manco solo io allo scontro con te, forse mi sono salvato perchè:
1. Non sono AntiSoviet come tanti altri...
2. Ho la moglie Lituana al 101%, ma non odia i russi...
3. Sono Romanista...


B) ;) :angry: , la terza che hai detto ...

A parte gli scherzi , insieme a vito61 e sicuramente qualcun altro sei una persona equilibrata e che stimo qui su questo forum , le tue opinioni non sono mai ovvie e sono frutto di un ragionamento .
Semplicemente non ho polemizzato con te , per questo motivo .
Ciao , ti auguro un ottima giornata !


#17 manu69

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Parašė 16 gruodžio 2009 - 00:47

Rodyti pranešimąbs4ever, Dec 15 2009, 08:42, pasakė:

...... Ciao , ti auguro un ottima giornata !

E' stata una buona giornata ... di ferie :o


#18 Fabius

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Parašė 16 gruodžio 2009 - 10:42

Rodyti pranešimągiorgio, Dec 14 2009, 20:02, pasakė:

Fabri non ha certo bisogno dei miei interventi....

bravo... di fronte a certe provocazioni fini a se stesse esiste solo la strada suggerita da fabri: ironia e mantenere la calma


#19 Bambalis

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Parašė 17 gruodžio 2009 - 21:34

Beh io voglio rispondere a questo topic in modo ironico,siamo sicuri che solo gli italiani dicano un sacco di ovvieta' e inesattezze riguardo alla Lituania?E i lituani,lasciando stare i bomzai o i forsai,cosa sanno dell'Italia?Quante volte la gente mi ha chiesto se noi uomini italiani abbiamo davvero almeno un'amante,merito magari di chi andava nel paese baltico lasciando la ragazza a casa sua in Italia.Per contro questi uomini focosi,un po' di collaborazione in terra lituana devono pur averla trovata,se hanno la fama di essere dei rubacuori,quindi dietro ai luoghi comuni,un po' di verita' c'e' sempre ,che si tratti di Italia o di Lituania:whistle:


#20 icekemia

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Parašė 18 gruodžio 2009 - 01:43

sicuramente le dicerie non nascono dal nulla
il problema è che poi dal caso singolo si generalizza
i lituani sanno davvero poco dell'italia, persino quelli che in italia ci sono stati
Questo articolo, ma soprattutto i commenti che ne seguono, è una prova lampante

ciò non toglie che non sia utile impostare un parallelismo cercando di fare a gara a chi è più ignorante
preso atto dei comuni errori vediamo di sovvertire i falsi miti
spesso sono proprio gli italiani che alimentano le dicerie sugli italiani, ovviamento dopo averne preso le distanze
idem fanno i lituani, quanti ne ho sentiti che tornando da londra parlano dei connazionali come se fossero tutti delinquenti e prostitute