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#1 Vito61

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Parašė 03 rugpjūčio 2008 - 03:11

perchè non utilizzare questo topic per dar spazio ai nostri pensieri e soprattutto alle nostre parole? Proviamoci!

Brescia,lombardia. Un giardinetto di una afosa mattinata. Seduto su una panchina leggo il mio quotidiano all'ombra di un alto platano che sembra benevolmente proteggermi dall'arsura agostana. Al di la di una siepe, un'enorme salice distende i folti rami sottili con un vigore prestante, quasi a voler vegliare sul laghetto sottostante. Solo lo starnazzare delle anatre anima la felice petulanza della natura. La calma è rotta dall'arrivo di due strombettanti scooter. Adolescenti, facce d'angelo, aspetto ben curato della tipica borghesia benestante. Mi viene spontaneo pensare: ecco, i ragazzi delle generazione Moccia (quello di tre metri sopra il cielo), tutta lucchetti e romanticherie. Invece cominciano a scherzare urlando contumelie di ogni risma, coprendosi di insulti e sputando per terra come lama. Faccio finta di nulla. Presto solo una distratta attenzione a quello spettacolo animato e pittoresco. Incrociare il loro sguardo gli avrebbe fatti sentire più importanti di quel che meritano. Saranno i preliminari, penso. Adesso faranno pace. Ammetto però che l'effetto di quel contrasto è irresistibile e produce una strana curiosità. Malgrado l'inizio maldestro, come succede spesso, le animosità si assopiscono lasciando spazio ad atteggiamenti più intimi. Sto per lasciare il campo quand'ecco mutare quel clima idilliaco. Pare che il motivo del contendere sia una sigaretta accesa inopportunamente. Non capisco la portata dell'avventatezza, ai miei tempi la sigaretta era il simbolo della libertà. Rinuncio a capire. Inforco la bici lasciandomi dietro inafferrabili invettive. Inutile sondare il mistero. Andrò a casa. Come sono lontani da qui i lucchetti di Ponte Milvio...


#2 Vito61

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Parašė 03 rugpjūčio 2008 - 15:14

Ho sentito solo di recente parlare della figura di Henry David Thoreau, filosofo e scrittore statunitense, precisamente grazie ad un articolo apparso su Repubblica nella rubrica "Lettere, commenti&idee".
Laureato ad Harvard nel 1837, più che per il suo riformismo che partiva dall'individuo prima ancora che dalla collettività, Thoreau è popolarmente ricordato per il suo rifiuto, nel 1846, di pagare la tassa governativa finalizzata a finanziare la guerra al Messico. Uno degli esempi illustri di disobbedienza civile che gli causò una notte nelle patrie galere. Da quella esperienza ne nacque un saggio, "Disobbedienza civile" nel quale il filosofo-scrittore accusava apertamente le scelte colonialiste e schiaviste del governo statunitense.

Tempo fa si è tornato a parlare di disobbedienza civile, in particolar modo a proposito di tasse (sciopero fiscale). Persino l'attuale Premier nel 2006 aveva individuato tale forma di protesta del tutto legittima, ed un giornale a tiratura nazionale chiaramente nordista come "Libero" istruiva i suoi lettori a boicottare i titoli di Stato, destinare il 5 per mille a chiunque tranne lo Stato, evitare di fumare per non pagare l'IVA, evitare Bingo, Gratta e Vinci, i distributori Agip ecc. ecc. (http://it.geocities....perofiscale.htm).
Al di là della demagogia e della retorica (se metà degli italiani seguisse queste regole al cambiar dei governi, addio...) esiste per il cittadino il diritto/possibilità di esercitare un dissenso dalle politiche governative ritenute ingiuste e lesive dei diritti collettivi?
Obietterete che in Italia il rispetto delle leggi è quasi un optional, a partire dagli inquisiti che siedono in Parlamento fino al cittadino in bicicletta che parla al cellulare. Forse la miglior disobbedienza, a mio parere, sarebbe proprio quella di osservare le leggi...scrupolosamente!


#3 Zuikis

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Parašė 03 rugpjūčio 2008 - 18:30

Rodyti pranešimąVito61, Aug 3 2008, 14:14, pasakė:

Ho sentito solo di recente parlare della figura di Henry David Thoreau, filosofo e scrittore statunitense, precisamente grazie ad un articolo apparso su Repubblica nella rubrica "Lettere, commenti&idee".
Laureato ad Harvard nel 1837, più che per il suo riformismo che partiva dall'individuo prima ancora che dalla collettività, Thoreau è popolarmente ricordato per il suo rifiuto, nel 1846, di pagare la tassa governativa finalizzata a finanziare la guerra al Messico. Uno degli esempi illustri di disobbedienza civile che gli causò una notte nelle patrie galere. Da quella esperienza ne nacque un saggio, "Disobbedienza civile" nel quale il filosofo-scrittore accusava apertamente le scelte colonialiste e schiaviste del governo statunitense.

Tempo fa si è tornato a parlare di disobbedienza civile, in particolar modo a proposito di tasse (sciopero fiscale). Persino l'attuale Premier nel 2006 aveva individuato tale forma di protesta del tutto legittima, ed un giornale a tiratura nazionale chiaramente nordista come "Libero" istruiva i suoi lettori a boicottare i titoli di Stato, destinare il 5 per mille a chiunque tranne lo Stato, evitare di fumare per non pagare l'IVA, evitare Bingo, Gratta e Vinci, i distributori Agip ecc. ecc. (http://it.geocities....perofiscale.htm).
Al di là della demagogia e della retorica (se metà degli italiani seguisse queste regole al cambiar dei governi, addio...) esiste per il cittadino il diritto/possibilità di esercitare un dissenso dalle politiche governative ritenute ingiuste e lesive dei diritti collettivi?
Obietterete che in Italia il rispetto delle leggi è quasi un optional, a partire dagli inquisiti che siedono in Parlamento fino al cittadino in bicicletta che parla al cellulare. Forse la miglior disobbedienza, a mio parere, sarebbe proprio quella di osservare le leggi...scrupolosamente!



saggiamente osserviamo le leggi :) <_< :whistle:


#4 Vito61

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Parašė 03 rugpjūčio 2008 - 22:07

Rodyti pranešimąLestmen, Aug 3 2008, 17:30, pasakė:

saggiamente osserviamo le leggi :) <_< :whistle:

Dai Lest, racconta qualcosa della bella Napoli!


#5 Vito61

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Parašė 04 rugpjūčio 2008 - 21:38

Il mondo libero ha perso un simbolo, l'ultimo del XX secolo. ALEXANDER SOLZHENITSYN, l' icona del dissenso sovietico. Testimone vivente della tragedia di una intera generazione ha fatto conoscere al mondo il lugubre significato della parola Gulag ed il carattere disumano del regime totalitario stalinista.


#6 Zuikis

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Parašė 04 rugpjūčio 2008 - 22:41

Rodyti pranešimąVito61, Aug 4 2008, 20:38, pasakė:

Il mondo libero ha perso un simbolo, l'ultimo del XX secolo. ALEXANDER SOLZHENITSYN, l' icona del dissenso sovietico. Testimone vivente della tragedia di una intera generazione ha fatto conoscere al mondo il lugubre significato della parola Gulag ed il carattere disumano del regime totalitario stalinista.

nostalgico comunista :) <_< :whistle:


#7 Vito61

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Parašė 04 rugpjūčio 2008 - 23:06

Rodyti pranešimąLestmen, Aug 4 2008, 21:41, pasakė:

nostalgico comunista <_< :whistle: :blink:


Nient'affatto!!! :) :blink: :blink:


#8 Vito61

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Parašė 26 rugpjūčio 2008 - 14:42

Straquoto. L'avrei scritto io....


Maledetti professori
di ILVO DIAMANTI


IL "PROFESSORE", ormai, primeggia solo fra le professioni in declino. Che insegni alle medie o alle superiori ma anche all'università: non importa. La sua reputazione non è più quella di un tempo. Anzitutto nel suo ambiente. Nella scuola, nella stessa classe in cui insegna. Gli studenti guardano i professori senza deferenza particolare. E senza timore. In fondo, hanno stipendi da operai specializzati (ma forse nemmeno) e un'immagine sociale senza luce. Non possono essere presi a "modello" dai giovani, nel progettare la carriera futura. Molti genitori hanno redditi e posizione professionale superiori. E poi, la cultura e la conoscenza, oggi, non vanno di moda. E' almeno da vent'anni che tira un'aria sfavorevole per le professioni intellettuali. Guardate con sospetto e sufficienza.
Siamo nell'era del "mito imprenditore" . Dell'uomo di successo che si è fatto da sé. Piccolo ma bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l'artigiano e il commerciante. L'immobiliarista. E' "l'Italia che produce". Ha conquistato il benessere, anzi: qualcosa di più. Studiando poco. O meglio: senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando conoscenze e competenze che la scuola non dà. Si pensi a quanti, giovanissimi, prima ancora di concludere gli studi, hanno intrapreso una carriera di successo nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie.

Competenze apprese "fuori" da scuola. Così i professori sono scivolati lungo la scala della mobilità sociale. Ai margini del mercato del lavoro. Figure laterali di un sistema - la suola pubblica - divenuto, a sua volta, laterale. Poco rispettati dagli studenti, ma anche dai genitori. I quali li criticano perché non sanno trasmettere certezze e autorità; perché non premiano il merito. Presumendo che i loro figli siano sempre meritevoli.

Si pensi all'invettiva contro i "professori meridionali" lanciata da Bossi nei giorni scorsi. Con gli occhi rivolti - anche se non unicamente - alla commissione che ha bocciato "suo figlio" agli esami di maturità. Naturalmente in base a un pregiudizio anti-padano. I più critici e insofferenti nei confronti dei professori sono, peraltro, i genitori che di professione fanno i professori. Pronti a criticare i metodi e la competenza dei loro colleghi, quando si permettono di giudicare negativamente i propri figli. Allora non ci vedono più. Perché loro la scuola e la materia la conoscono. Altro che i professori dei loro figli. Che studino di più, che si preparino meglio. (I professori, naturalmente, non i loro figli).

Va detto che i professori hanno contribuito ad alimentare questo clima. Attraverso i loro sindacati, che hanno ostacolato provvedimenti e riforme volti a promuovere percorsi di verifica e valutazione. A premiare i più presenti, i più attivi, i più aggiornati, i più qualificati. Così è sopravvissuto questo sistema, che penalizza - e scoraggia - i docenti preparati, motivati, capaci, appassionati. Peraltro, molti, moltissimi. La maggioranza. In tanti hanno preferito, piuttosto, investire in altre attività professionali, per integrare il reddito. O per ottenere le soddisfazioni che l'insegnamento, ridotto a routine, non è più in grado di offrire. Sono (siamo) diventati una categoria triste.

Negli ultimi tempi, tuttavia, il declino dei professori è divenuto più rapido. Non solo per inerzia, ma per "progetto" - dichiarato, senza infingimenti e senza giri di parole. Basta valutare le risorse destinate alla scuola e ai docenti dalle finanziarie. Basta ascoltare gli echi dei programmi di governo. Che prevedono riduzioni consistenti (di personale, ma anche di reddito): alle medie, alle superiori, all'università. Meno insegnanti, quindi. Mentre i fondi pubblici destinati alla ricerca e all'insegnamento calano di continuo. Dovrebbe subentrare il privato. Che, però, in generale se ne guarda bene. Ad eccezione delle Fondazioni bancarie. Che tanto private non sono. D'altra parte, chissenefrega. I professori, come tutti gli statali, sono una banda di fannulloni. O almeno: una categoria da tenere sotto controllo, perché spesso disamorati e impreparati. Maledetti professori. Soprattutto del Sud. Soprattutto della scuola pubblica. E - si sa - gran parte dei professori sono statali e meridionali.

Maledetti professori. Responsabili di questa generazione senza qualità e senza cultura. Senza valori. Senza regole. Senza disciplina. Mentre i genitori, le famiglie, i predicatori, i media, gli imprenditori. Loro sì che il buon esempio lo danno quotidianamente. Partecipi e protagonisti di questa società (in)civile. Ordinata, integrata, ispirata da buoni principi e tolleranza reciproca. Per non parlare del ceto politico. Pronto a supplire alle inadempienze e ai limiti della scuola. Guardate la nuova ministra: appena arrivata, ha già deciso di attribuire un ruolo determinante al voto in condotta. Con successo di pubblico e di critica.

Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno - o quasi - ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori. Pretendono di trasmettere cultura in una società dove più della cultura conta il culturismo. Più delle conoscenze: i muscoli. Più dell'informazione critica: le veline. Una società in cui conti - anzi: esisti - solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare "opinionista" anche (soprattutto?) se non sai nulla. Se sei una "pupa ignorante", un tronista o un "amico" palestrato, che legge solo i titoli della stampa gossip. Una società dove nessuno ritiene di aver qualcosa da imparare. E non sopporta chi pretende - per professione - di aver qualcosa da insegnare agli altri. Dunque, una società senza "studenti". Perché dovrebbe aver bisogno di docenti?

Maledetti professori. Non servono più a nulla. Meglio abolirli per legge. E mandarli, finalmente, a lavorare.


#9 AlVit

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Parašė 26 rugpjūčio 2008 - 15:20

dal corriere di oggi :

L'ANALISI - «Le indagini Ocse Pisa sono come uno specchio: se vuoi sapere che aspetto hai non puoi farne a meno», spiega il professor Piero Cipollone, presidente dell'Invalsi, l'istituto che ha il compito di valutare il nostro sistema formativo. E così, secondo gli ultimi dati disponibili Ocse Pisa relativi al 2007 in cinque tipi di scuola (licei, istituti tecnici, istituti professionali, scuole medie, formazione professionale) e riguardanti la matematica, le scienze e la comprensione dei testi in termini di competenze essenziali, nel Nord Est gli studenti quindicenni sono competitivi oltre la media Ocse, nel Nord Ovest ottengono dei buoni risultati, al Centro si collocano nella media dei Paesi sviluppati mentre al Sud e nelle Isole precipitano a meno settanta rispetto alla media. «Non è un numero irrilevante. Equivale, secondo un calcolo fatto con tecniche statistiche molto sofisticate, ad un ritardo di due anni — spiega Cipollone —. È come se un ragazzo del Sud avesse frequentato la scuola due anni di meno. Dietro tutto questo c'è una componente ambientale. È accertato che le condizioni socioeconomiche sono una delle componenti essenziali dell'apprendimento e purtroppo non si possono cambiare da un momento all'altro».


#10 Liside

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Parašė 26 rugpjūčio 2008 - 15:22

Ragionamento interessante. Mi confonde l'ancoraggio allo stipendio per sostenere che il professore non è più un modello di vita. Secondo me è la deriva sociale che fa scadere la cultura, nulla a che vedere con lo stipendio. Altrimenti ci tocca dire che il cattolicesimo perde terreno perchè i preti hanno stipendi bassi o meglio nessuno stipendio?
Purtroppo, si fanno sempre ragionamenti nobili per poi cadere e scadere nell'ennesima rivendicazione materialissima e infima: il denaro. Prima ti bacchetto perchè sei alla deriva causa ricerca della ricchezza e poi rivendico la dignità di uno stipendio adeguato... Mah...


#11 manu69

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Parašė 26 rugpjūčio 2008 - 19:14

Rodyti pranešimąVito61, Aug 26 2008, 13:42, pasakė:

.... Una società in cui conti - anzi: esisti - solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare "opinionista" anche (soprattutto?) se non sai nulla.


E' così. Siamo messi malino. :laugh:
Mi piacerebbe un bello Sciopero dei Telespettatori, mica tanto, un paio di giorni;
quante teste cadrebbero.... :laugh:

Rodyti pranešimąVito61, Aug 26 2008, 13:42, pasakė:

...Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno - o quasi - ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori....

...perchè l'unica cosa utile da imparare è fare soldi. :laugh:


#12 Vito61

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Parašė 26 rugpjūčio 2008 - 20:36

Rodyti pranešimąLiside, Aug 26 2008, 14:22, pasakė:

Ragionamento interessante. Mi confonde l'ancoraggio allo stipendio per sostenere che il professore non è più un modello di vita. Secondo me è la deriva sociale che fa scadere la cultura, nulla a che vedere con lo stipendio. Altrimenti ci tocca dire che il cattolicesimo perde terreno perchè i preti hanno stipendi bassi o meglio nessuno stipendio?
Purtroppo, si fanno sempre ragionamenti nobili per poi cadere e scadere nell'ennesima rivendicazione materialissima e infima: il denaro. Prima ti bacchetto perchè sei alla deriva causa ricerca della ricchezza e poi rivendico la dignità di uno stipendio adeguato... Mah...



Rodyti pranešimąmanu69, Aug 26 2008, 18:14, pasakė:

E' così. Siamo messi malino. :laugh:
Mi piacerebbe un bello Sciopero dei Telespettatori, mica tanto, un paio di giorni;
quante teste cadrebbero.... :laugh:
...perchè l'unica cosa utile da imparare è fare soldi. :laugh:


Mi premeva sottolineare la superficialità, Liside la chiamava giustamente deriva, con la quale la società italiana affronta le sfide che la investono. Quello dell'istruzione è solo l'ultimo in ordine di tempo. E', se vuoi, la parafrasi moderna (ma mica tanto...) de “Il maestro di Vigevano”.
Temo, ma ho motivi fondati per crederlo, che buona parte della nostra società viva in una sorta di third life, un mondo semi-virtuale dove l'aspetto fisico è sinonimo di guadagno, quindi successo. Dove per divertirti devi necessariamente sballarti, poi spingere sull'acceleratore. Dove per far sesso con una ragazza, non importa se l'hai appena conosciuta, puoi anche violentarla e il rimorso è pari alla puntura di una zanzara sul culo di un elefante...


#13 manu69

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Parašė 27 rugpjūčio 2008 - 03:29

Rodyti pranešimąVito61, Aug 26 2008, 19:36, pasakė:

Dove per divertirti devi necessariamente sballarti, poi spingere sull'acceleratore. Dove per far sesso con una ragazza, non importa se l'hai appena conosciuta, puoi anche violentarla e il rimorso è pari alla puntura di una zanzara sul culo di un elefante...


....il fine giustifica i mezzi: se lo scopo è fare i soldi, si attua il bullismo o la prostituzione, dipende se siamo bambini o bambine; eh sì, perchè quelle cose che prima erano prerogativa degli adulti, ora lo sono degli adolescenti. :tooth: .

... C'è anche da analizzare che oggi i bambini si sentono adulti, e gli adulti stentano a crescere.
Giorni fa mi sono soffermato, da un balcone al terzo piano, ad osservare un tizio sui 40 che costruiva un'automodello, di quelli radioguidati, a benzina, giocattoli da qualche centinaia di euro.
Il tizio era nel proprio giardino, dietro la siepe, convinto di essere ben nascosto dava sfogo alla sue fantasie motoristiche con imitazioni sonore, sapete, del tipo: meeem, bruuooommm.... :sleeping:
Poi è arrivato il figlio sui 10 anni; questo chiedeva insistentemente di poter giocare, ma il padre, dopo un paio di no, si è messo a gridare verso il piccolo, dando impressione che avesse qualche anno meno di suo figlio...... :gghh: .....c'è carenza di mano d'opera nei campi, una bella zappa, al posto dell'automobilina...


#14 man67

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Parašė 27 rugpjūčio 2008 - 15:37

Rodyti pranešimąVito61, Aug 26 2008, 19:36, pasakė:



I professori un mondo fantastico:

dicono che la societa' fa schifo senza pensare a un minimo di autocritica essendo stato parte integrante del processo formativo dell'attuale societa';
pensano di guadagnare poco e non sanno che 1400 € al mese e uno stipendio che un operaio non vede mai nella vita;
pensano di lavorare tanto e lavorano 18 ore a settimana;
pensano che gli imprenditori evadano mentre loro danno lezioni private in nero ed e' giusto cosi;
pensano di essere gli unici ad avere studiato nella vita e di esssere gli unici tenutari del sapere;
pensano che appoggiare Repubblica sulla cattedra non debba dare sui nervi a quegli studenti che quel giornale lo userebbero per altri scopi meno nobili.


PS Un insegnante di Italiano-Geografia delle superiori 2 settimane fa mi ha detto che la Lituania confinava con la Slovenia, io con il mio solito tatto l'ho "lievemente" ripresa e lei si e' inalberata sostenendo che ha lei interessa piu' che altro insegnare l'aspetto sociologico delle nazioni ( tradotto la sua visione di sinistra del mondo) i confini sono una cosa nozionistica e poi l'Europa non faceva parte del programma.


#15 Liside

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Parašė 27 rugpjūčio 2008 - 15:55

Rodyti pranešimąmanu69, Aug 27 2008, 03:29, pasakė:

... C'è anche da analizzare che oggi i bambini si sentono adulti, e gli adulti stentano a crescere.
Giorni fa mi sono soffermato, da un balcone al terzo piano, ad osservare un tizio sui 40 che costruiva un'automodello, di quelli radioguidati, a benzina, giocattoli da qualche centinaia di euro.
Il tizio era nel proprio giardino, dietro la siepe, convinto di essere ben nascosto dava sfogo alla sue fantasie motoristiche con imitazioni sonore, sapete, del tipo: meeem, bruuooommm.... :gghh:
Poi è arrivato il figlio sui 10 anni; questo chiedeva insistentemente di poter giocare, ma il padre, dopo un paio di no, si è messo a gridare verso il piccolo, dando impressione che avesse qualche anno meno di suo figlio...... :tooth: .....c'è carenza di mano d'opera nei campi, una bella zappa, al posto dell'automobilina...




Io ho i soldatini in bella mostra, un robot, trenino elettrico, qualche modellino d'aereo, una ferrari radioguidata e altri giochini minori che ogni tanto rispolvero. Faccio girare il trenino e lo accompagno con dei ciuf ciuf, l'inverno scorso, ho attaccato alcuni ospiti a casa mia ( I boss del forum mi sono testimoni) con il mio robot che lancia dischi di gomma a discreta velocità... Non mi sono mai sentito bambino( magari...). Per chiarezza d'informazione, so zappare discretamente bene. Nella mia adolescenza mi è capitato di fare anche questo lavoro. Di contro, se mi minacciano non m'infilo sotto il tavolo e non delego la mia eventuale compagna a difendermi, di notte non ho paura di dormire al buio e non mi ciuccio il ditone. Sarà che gli uomini hanno diritto di giocare. Ci sono bambinoni che prendono a calci una palla e vengono pagati per questo, fior di milioni. Ancora peggio, ci sono bambinoni che si accapigliano per sostenere i bambinoni pagati fior di milioni che tirano calci alla palla... Io faccio solo ciuf ciuf, col mio trenino e mentre gira mi prendo per il culo da autodidatta.


#16 man67

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Parašė 27 rugpjūčio 2008 - 17:35

Rodyti pranešimąLiside, Aug 27 2008, 14:55, pasakė:

Io ho i soldatini in bella mostra, un robot, trenino elettrico, qualche modellino d'aereo, una ferrari radioguidata e altri giochini minori che ogni tanto rispolvero. Faccio girare il trenino e lo accompagno con dei ciuf ciuf, l'inverno scorso, con


Io ho voluto e fatto due figli maschi solo ( :tooth: ) per potermi ricomprare i giocattoli, soldatini in primis ma anche trenini, macchinine, playmobil, palloni, biglie, il fresbee, aerei ed elicotteri. Sto gia' iniziando a guardare i nuovi modelli di Playstation (ma qui sara' molto dura con la moglie).


#17 manu69

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Parašė 28 rugpjūčio 2008 - 01:22

Si, si, ho capito, sono il primo a dire che ogni uomo è un po' bambino, ma dovevate vederlo quel tipo lì....

Io ho una Citroen CX, una Giulia, una Alfetta GTV, una Volga e qualche altra...... :tooth:

Per i ciuff ciuff, mi preoccuperei :gghh: .

Ho toccato un tasto così delicato ?


#18 Liside

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Parašė 28 rugpjūčio 2008 - 04:37

Rodyti pranešimąmanu69, Aug 28 2008, 01:22, pasakė:

Per i ciuff ciuff, mi preoccuperei :tooth: .

Ho toccato un tasto così delicato ?




No, anzi. Quello è uno dei rari momenti di lucidità. Simulo anche il rumore dei motori supersonici, quando roteo con le mani i miei modellini d'aereoplani.


#19 Vito61

    Vito61

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Parašė 28 rugpjūčio 2008 - 15:32

Rodyti pranešimąman67, Aug 27 2008, 14:37, pasakė:

I professori un mondo fantastico:

dicono che la societa' fa schifo senza pensare a un minimo di autocritica essendo stato parte integrante del processo formativo dell'attuale societa';
pensano di guadagnare poco e non sanno che 1400 € al mese e uno stipendio che un operaio non vede mai nella vita;
pensano di lavorare tanto e lavorano 18 ore a settimana;
pensano che gli imprenditori evadano mentre loro danno lezioni private in nero ed e' giusto cosi;
pensano di essere gli unici ad avere studiato nella vita e di esssere gli unici tenutari del sapere;
pensano che appoggiare Repubblica sulla cattedra non debba dare sui nervi a quegli studenti che quel giornale lo userebbero per altri scopi meno nobili.
PS Un insegnante di Italiano-Geografia delle superiori 2 settimane fa mi ha detto che la Lituania confinava con la Slovenia, io con il mio solito tatto l'ho "lievemente" ripresa e lei si e' inalberata sostenendo che ha lei interessa piu' che altro insegnare l'aspetto sociologico delle nazioni ( tradotto la sua visione di sinistra del mondo) i confini sono una cosa nozionistica e poi l'Europa non faceva parte del programma.


L'Italia è il paese delle lobbies, dei micro mondi fantastici...tassisti, farmacisti, notai, piloti, macchinisti, fuochisti, uomini di fatica e, ovviamente, insegnanti.
Tutti dicono e pensano che in fondo questa società fa schifo, che se siamo arrivati a tanto è sempre colpa degli altri, e che non ne usciremo mai integri.

Ci sono dei lavativi nel corpo decenti? Certo! Ma ne vedo tanti anche in altre strutture, pubbliche e private.
Qualcuno da lezioni in “nero”? Certo! Ma altri lavorano anche come liberi professionisti o nel privato.
18 ore sono poche? Certo! Se non avessimo il lavoro da preparare, le verifiche da correggere, l'aggiornamento, le riunioni ecc ecc.
Gli unici ad essere tenutari di verità? La verità assoluta non esiste, cerchiamo solo di trasmettere ai discenti le nostre conoscenze/esperienze.
Gli insegnanti sono di sinistra? Per fortuna il rischio plagio non esiste dato che vi sono tantissimi studenti di destra nelle nostre classi.

Man credimi, sbaglieremmo a considerare la sola categoria di insegnanti senza allargare lo sguardo all'istituzione Scuola. Riteniamo che l'Istruzione sia uno dei pilastri della nostra società? Se sì, allora dobbiamo smetterla di considerarla esclusivamente come uno “stipendificio”, sarebbe grottesco. Siamo i primi a criticare l'uso politico del comparto Scuola e a denunciarne le inefficienze e le storture. Lamentiamo la scarsa istruzione dei nostri figli e intanto la risposta dei governi qual'è?
Tagliano posti di lavoro e fondi per l'aggiornamento ed i materiali di laboratorio.


#20 manu69

    ItaLietuver

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Parašė 28 rugpjūčio 2008 - 15:34

Rodyti pranešimąLiside, Aug 28 2008, 03:37, pasakė:

No, anzi. Quello è uno dei rari momenti di lucidità. Simulo anche il rumore dei motori supersonici, quando roteo con le mani i miei modellini d'aereoplani.

:D Hai vinto !