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L'estonia Nell'euro - ItaLietuva Forum

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L'estonia Nell'euro


30 atsakymai šioje temoje

#1 fabricijus

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Parašė 28 birželio 2010 - 20:54

Pare ormai certo: l’Estonia, la più settentrionale, la più piccola e la più ricca delle repubbliche baltiche, da gennaio dovrebbe abbandonare la Corona per dare corso ufficiale all’Euro.
Non c’è da stupirsi d’altra parte: i conti pubblici sono in ordine, e il paese pare riprendersi bene dalle batoste della recente congiuntura economica. La Skype software, con i suoi centri di assistenza e sviluppo, gli investimenti della vicina Finlandia nella ricerca e nell’alta tecnologia e, non da ultimo, la grinta e la propensione al lavoro dei suoi abitanti, hanno fatto della piccola Estonia uno dei paesi tecnologicamente più avanzati in Europa. Qui si sono tenute le prime elezioni on line senza ricorso alla carta e alle urne, qui si può pagare il parcheggio con il cellulare o caricare l’abbonamento dei mezzi pubblici con la carta d’identità magnetica, qui anche le città più piccole hanno il Wi Fi gratuito.
Basta farsi un giro a Tallinn, e non per le vie luciccanti del centro storico medievale, ma per i quartieri residenziali della periferia, quelli del periodo socialista, per capire il progresso economico raggiunto dagli Estoni. Qui non troverai i palazzoni di Antakalnis o Šeškinė logorati dall‘umidità, non troverai i balconi cadenti di Žirmunai con i suoi cortili intasati dal parcheggio selvaggio di vecchie Golf e BMW vecchie di 12 anni. No, qui è diverso, e molto. Tutto (o quasi) è stato rimesso a nuovo, ristrutturato sapientemente. In parte grazie allo Stato, in parte grazie all‘associazionismo condominiale (che in Lituania stenta ancora ad affermarsi o, qualora sia presente, è inefficiente e macchinoso, ndr). Quest‘anno ho visto con i miei occhi per le strade di Tallinn i primi immigrati, per lo più uzbechi, chirghizi, cazachi e afgani, arrivati lì attraverso le steppe della Russia. Lavorano nei campi, raccogliendo le poche verdure che il suolo estone può produrre, patate e cetrioli soprattutto, a 400 euro al mese, un lavoro che gli Estoni, a quanto pare, non vogliono più fare. Parlano spesso il russo, qui piuttosto diffuso (ma non amato da molti), e questo facilita la loro assunzione.
Vado spesso in Estonia e spesso mi chiedo: ''perché? Perché loro ne sono stati capaci?“. Cosa ci manca in Lituania?“. Ogni volta, mentre cerco una risposta, che qualcuno potrebbe trovare nella vicinanza alla ricca Finlandia, qualcun altro nell‘industria del turismo (che ogni anno, grazie alle crociere, porta a Tallinn migliaia e migliaia di turisti al punto da rendere impossibile camminare per i vialetti di Toompea, la città alta, ndr), qualcun altro ancora nella semplice industriosità degli Estoni, fratelli minori dei Finlandesi, ogni volta, dicevo, mentre cerco una risposta, il bus mi porta al confine con la Lettonia e fanno la loro comparsa, improvvisa, il degrado rurale del sud e i casermoni cadenti di Riga, tanto simili a quelli di Vilnius, la più meridionale delle capitali baltiche...


#2 Reinekis

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Parašė 28 birželio 2010 - 22:44

L'Estonia deve ringraziare ubriaconi dalla Finlandia perche loro fanno lo stesso impatto per bilancio della Estonia come petrolio per bilancio della Arabia Saudita :)


#3 fabricijus

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Parašė 29 birželio 2010 - 12:58

Rodyti pranešimąReinekis, Jun 28 2010, 14:44, pasakė:

L'Estonia deve ringraziare ubriaconi dalla Finlandia perche loro fanno lo stesso impatto per bilancio della Estonia come petrolio per bilancio della Arabia Saudita :)


Mi sembra un'affermazione un po' riduttiva. Attribuire la ricchezza degli Estoni unicamente al flusso turistico finlandese è davvero sbagliato.
D'altra parte anche qui a Kaunas, grazie alla Ryan Air, il turismo è in aumento esponenziale, ma la città resta nel suo degrado di sempre.
Credo sia necessario riconoscere "a Cesare quel che è di Cesare".


#4 manu69

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Parašė 29 birželio 2010 - 13:40

Rodyti pranešimąfabricijus, Jun 29 2010, 11:58, pasakė:

Mi sembra un'affermazione un po' riduttiva. Attribuire la ricchezza degli Estoni unicamente al flusso turistico finlandese è davvero sbagliato.
D'altra parte anche qui a Kaunas, grazie alla Ryan Air, il turismo è in aumento esponenziale, ma la città resta nel suo degrado di sempre.
Credo sia necessario riconoscere "a Cesare quel che è di Cesare".

Credo che in questo caso Cesare sia la Finlandia ;) , non proprio per ciò che ha ironizzato Reinekis, ma è chiaro che i finlandesi hanno preso l'Estonia per mano, accompagnandola in questo sviluppo.


#5 fabricijus

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Parašė 29 birželio 2010 - 14:49

Rodyti pranešimąmanu69, Jun 29 2010, 05:40, pasakė:

Credo che in questo caso Cesare sia la Finlandia ;) , non proprio per ciò che ha ironizzato Reinekis, ma è chiaro che i finlandesi hanno preso l'Estonia per mano, accompagnandola in questo sviluppo.


La vicinanza della Finlandia ha svolto un ruolo importante. Ma non bisogna ridurre a questo la crescita degli Estoni. A volte mi sembra che si voglia negare a tutti i costi i meriti di chi, con le proprie forze, è riuscito a superare i problemi in cui versava.
D'altra parte nessuno ha aiutato i Finlandesi a suo tempo, quando vennero fuori dalle distruzioni della guerra mondiale, che devastò il paese. La Finlandia non ha mai ricevuto alcun aiuto da occidente ed è entrata da soli 15 anni nell'UE (inoltre non ha mai fatto parte della Nato, ndr). E' stata inoltre una terra russa fino al 1918. L'orgoglio nazionale dei Finlandesi per il progresso raggiunto con i propri mezzi in meno di un secolo è tuttora molto forte, ed è da esso, e non (solo) dal denaro finlandese, che trae forza ed ispirazione il popolo estone, alla Finlandia vicino per tradizioni, lingua e cultura.


#6 manu69

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Parašė 29 birželio 2010 - 15:21

Rodyti pranešimąfabricijus, Jun 29 2010, 13:49, pasakė:

A volte mi sembra che si voglia negare a tutti i costi i meriti di chi, con le proprie forze, è riuscito a superare i problemi in cui versava.

No, affatto. Io sono un estimatore del senso civico-sociale tipico degli scandinavi, finlandesi e, di conseguenza, degli estoni. Ho detto solo che la Fin. ha "accompagnato" l'Est. non "trascinato".


#7 Vito61

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Parašė 29 birželio 2010 - 16:16

Potrei appellarmi ad Aristotele ed alla sua teoria sulla Polis ideale , ma credo non spieghi completamente ciò che accade. Pragmaticamente credo che qualche cappellata la Lituania l’abbia commessa. Sia in politica energetica che in ambito commerciale. Ovviamente l’adesione all’euro non è stata e non sarà indolore per gli estoni, ma ormai la moneta unica è diventata un “marchio di fabbrica”.
Forse l’economia estone, storicamente diversa da quella lituana, partiva da un buon grado di eccellenza e, congiuntamente a politiche capitalistiche aggressive, tagli allo stato sociale, innalzamento delle imposte, è riuscita ad attrarre e mantenere investimenti dall’estero.
Quando al ministro Jurgen Ligi chiesero perché l’Estonia attirasse più investimenti nel corso degli anni ‘90 rispetto agli altri paesi baltici, rispose: "Abbiamo parlato un inglese migliore. In Lettonia si parlava bene il russo, e in Lituania più polacco e russo."
Certo il successo di un paese non può essere spiegato solo in termini economici, piuttosto è probabile che si tratti semplicemente di un caso di buona gestione e sforzo comunitario.


#8 manu69

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Parašė 30 birželio 2010 - 00:05

Rodyti pranešimąVito61, Jun 29 2010, 15:16, pasakė:

... ma ormai la moneta unica è diventata un “marchio di fabbrica”.

Infatti, ormai, ottenere l'Euro da una certa "immagine". Poi, se si pensa a Svezia, Danimarca e GranBretagna ....

Rodyti pranešimąVito61, Jun 29 2010, 15:16, pasakė:

Quando al ministro Jurgen Ligi chiesero perché l’Estonia attirasse più investimenti nel corso degli anni ‘90 rispetto agli altri paesi baltici, rispose: "Abbiamo parlato un inglese migliore. In Lettonia si parlava bene il russo, e in Lituania più polacco e russo."

Un ottimo (s)venditore il Ligi...


#9 maxpuccio

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Parašė 02 liepos 2010 - 16:13

Rodyti pranešimąfabricijus, Jun 28 2010, 19:54, pasakė:

Pare ormai certo: l’Estonia, la più settentrionale, la più piccola e la più ricca delle repubbliche baltiche, da gennaio dovrebbe abbandonare la Corona per dare corso ufficiale all’Euro.
Non c’è da stupirsi d’altra parte: i conti pubblici sono in ordine, e il paese pare riprendersi bene dalle batoste della recente congiuntura economica. La Skype software, con i suoi centri di assistenza e sviluppo, gli investimenti della vicina Finlandia nella ricerca e nell’alta tecnologia e, non da ultimo, la grinta e la propensione al lavoro dei suoi abitanti, hanno fatto della piccola Estonia uno dei paesi tecnologicamente più avanzati in Europa. Qui si sono tenute le prime elezioni on line senza ricorso alla carta e alle urne, qui si può pagare il parcheggio con il cellulare o caricare l’abbonamento dei mezzi pubblici con la carta d’identità magnetica, qui anche le città più piccole hanno il Wi Fi gratuito.
Basta farsi un giro a Tallinn, e non per le vie luciccanti del centro storico medievale, ma per i quartieri residenziali della periferia, quelli del periodo socialista, per capire il progresso economico raggiunto dagli Estoni. Qui non troverai i palazzoni di Antakalnis o Šeškinė logorati dall‘umidità, non troverai i balconi cadenti di Žirmunai con i suoi cortili intasati dal parcheggio selvaggio di vecchie Golf e BMW vecchie di 12 anni. No, qui è diverso, e molto. Tutto (o quasi) è stato rimesso a nuovo, ristrutturato sapientemente. In parte grazie allo Stato, in parte grazie all‘associazionismo condominiale (che in Lituania stenta ancora ad affermarsi o, qualora sia presente, è inefficiente e macchinoso, ndr). Quest‘anno ho visto con i miei occhi per le strade di Tallinn i primi immigrati, per lo più uzbechi, chirghizi, cazachi e afgani, arrivati lì attraverso le steppe della Russia. Lavorano nei campi, raccogliendo le poche verdure che il suolo estone può produrre, patate e cetrioli soprattutto, a 400 euro al mese, un lavoro che gli Estoni, a quanto pare, non vogliono più fare. Parlano spesso il russo, qui piuttosto diffuso (ma non amato da molti), e questo facilita la loro assunzione.
Vado spesso in Estonia e spesso mi chiedo: ''perché? Perché loro ne sono stati capaci?“. Cosa ci manca in Lituania?“. Ogni volta, mentre cerco una risposta, che qualcuno potrebbe trovare nella vicinanza alla ricca Finlandia, qualcun altro nell‘industria del turismo (che ogni anno, grazie alle crociere, porta a Tallinn migliaia e migliaia di turisti al punto da rendere impossibile camminare per i vialetti di Toompea, la città alta, ndr), qualcun altro ancora nella semplice industriosità degli Estoni, fratelli minori dei Finlandesi, ogni volta, dicevo, mentre cerco una risposta, il bus mi porta al confine con la Lettonia e fanno la loro comparsa, improvvisa, il degrado rurale del sud e i casermoni cadenti di Riga, tanto simili a quelli di Vilnius, la più meridionale delle capitali baltiche...



I motivi sono molteplici:
in primo luogo gran parte dei Estoni non sono emigrati come disperati in altri paesi. Hanno seguito studi esteri con l'idea di tornare in patria e ricostruirla. Secondo, gli stessi politici e abitanti credono in questo, che non è poco. Terzo si sono imboccati le maniche invece di lamentarsi. Ho notato in Lituania ci siano 4 comportamenti diffusi: quelli che si scusano del comportamento idiota dei Lituani, quelli che vanno via dalla Lituania rinnegando tutti, quelli che ti dicono che nel loro stato a parte qualche deficente tutto vada bene, e quelli che copiamo gil altri che forse è meglio! Non esiste un identità e non ci sarai mai perchè un paese che non è fiero e nazionalista difficilmente potrà crescere. Le tradizioni lituane svaniscono, nei bar puoi trovare gran parte di prodotti tipici in altri paesi. Gli stessi Lituani amano ormai più pizza e Kebab e sono ossessionati dal diventare come in America o in Inghilterra.

Avrei preferito vedere un ripristino delle vecchie case in legno che potrebbero rendere il paese originale e unico. Loro, invece si vergognano del loro passato, delle loro catapecchie. E difendono invece quello che è moderno ma non appartiene alla loro cultura ( vedi Akropolis di Kaunas ) e lo stesso centro storico di Vilnius che di originale non ha più niente visto che gran parte è stato ricostruito dai tedeschi nel novecento. Un paese che rinnega il suo paese no crescere mai.


#10 italico

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Parašė 02 liepos 2010 - 17:46

Rodyti pranešimąmaxpuccio, Jul 2 2010, 15:13, pasakė:

I motivi sono molteplici:
in primo luogo gran parte dei Estoni non sono emigrati come disperati in altri paesi. Hanno seguito studi esteri con l'idea di tornare in patria e ricostruirla. Secondo, gli stessi politici e abitanti credono in questo, che non è poco. Terzo si sono imboccati le maniche invece di lamentarsi. Ho notato in Lituania ci siano 4 comportamenti diffusi: quelli che si scusano del comportamento idiota dei Lituani, quelli che vanno via dalla Lituania rinnegando tutti, quelli che ti dicono che nel loro stato a parte qualche deficente tutto vada bene, e quelli che copiamo gil altri che forse è meglio! Non esiste un identità e non ci sarai mai perchè un paese che non è fiero e nazionalista difficilmente potrà crescere. Le tradizioni lituane svaniscono, nei bar puoi trovare gran parte di prodotti tipici in altri paesi. Gli stessi Lituani amano ormai più pizza e Kebab e sono ossessionati dal diventare come in America o in Inghilterra.

Avrei preferito vedere un ripristino delle vecchie case in legno che potrebbero rendere il paese originale e unico. Loro, invece si vergognano del loro passato, delle loro catapecchie. E difendono invece quello che è moderno ma non appartiene alla loro cultura ( vedi Akropolis di Kaunas ) e lo stesso centro storico di Vilnius che di originale non ha più niente visto che gran parte è stato ricostruito dai tedeschi nel novecento. Un paese che rinnega il suo paese no crescere mai.

ritrovo poco in ciò che dici nella mia esperienza. la lituania e' un paese che ha sofferto molto nel passato, attraversati mille volte da altri popoli, insediati nel loro amor patrio, calpestati e dominati. in tutto questo trovo in loro un apprezzamento notevole per ciò che sta al di fuori dei confini, al tempo stesso però, come ogni paese piccolo sono ferventi patrioti, proprio per le sofferenze patite. Sono in una fase di transizione e gran confusione. hanno bisogno di tempo, come qualsiasi nazione. I lituani hanno un'identità, ma sovente gli è stata messa sotto sopra. Se amano + cibi stranieri non significa che li apprezzino, è solo un effetto della globalizzazione, esattamente come succede in italia. Chiedi a un ragazzino italiano se preferisce un big mac o un'insalata mediterranea...
i lituani non rinnegano il loro paese, sono solo diffidenti ancora una volta per motivi storici e lo sono a pieno diritto. Sinceramente non trovo molte differenze tra un veneto di montagna o campagna medio e un lituano quanto a diffidenza e chiusura.


#11 fabricijus

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Parašė 02 liepos 2010 - 17:56

Bravo italico,
ben detto.

Saluti.


#12 manu69

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Parašė 02 liepos 2010 - 22:43

Rodyti pranešimąitalico, Jul 2 2010, 16:46, pasakė:

ritrovo poco in ciò che dici nella mia esperienza. la lituania e' un paese che ha sofferto molto nel passato, attraversati mille volte da altri popoli, insediati nel loro amor patrio, calpestati e dominati. in tutto questo trovo in loro un apprezzamento notevole per ciò che sta al di fuori dei confini, al tempo stesso però, come ogni paese piccolo sono ferventi patrioti, proprio per le sofferenze patite. Sono in una fase di transizione e gran confusione. hanno bisogno di tempo, come qualsiasi nazione. I lituani hanno un'identità, ma sovente gli è stata messa sotto sopra. Se amano + cibi stranieri non significa che li apprezzino, è solo un effetto della globalizzazione, esattamente come succede in italia. Chiedi a un ragazzino italiano se preferisce un big mac o un'insalata mediterranea...
i lituani non rinnegano il loro paese, sono solo diffidenti ancora una volta per motivi storici e lo sono a pieno diritto. Sinceramente non trovo molte differenze tra un veneto di montagna o campagna medio e un lituano quanto a diffidenza e chiusura.

Quoto.


#13 italico

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Parašė 03 liepos 2010 - 00:31

Rodyti pranešimąmanu69, Jul 2 2010, 21:43, pasakė:

Quoto.

aggiungo che i lituani sono come i diesel, faticano a partire ma poi le prestazioni sono di alto livello...il carburante però non costa tanto ed è infiammabile :whistle:
le più belle feste della mia vita le ho trascorse li, la gente si lascia andare completamente vuoi per l'alcohol, vuoi per la voglia di ogni essere umano per quanto chiuso sia, di socializzare. la gente nonostante tutto quello che accade nel mondo che li circonda ,continua a mantenere una semplicità spiazzante. elenchiamo pure anche i difetti caro max :) ne hanno molti, ma questi sono discorsi triti e ritriti nel nostro amato forum.

Rodyti pranešimąmaxpuccio, Jul 2 2010, 15:13, pasakė:

I motivi sono molteplici:
Non esiste un identità e non ci sarai mai perchè un paese che non è fiero e nazionalista difficilmente potrà crescere.

dimenticavo questo "quote":
l'italia infatti è ferma dal medioevo...l'unico modo per sentirci fieri di essere italiani e di sentirci uniti è di guardare una partita del mondiale di calcio davanti a un piatto di spaghetti :laugh: :laugh: :laugh:


#14 fabricijus

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Parašė 06 liepos 2010 - 18:56

A riguardo, tra i tanti articoli trovati on line, riporto quanto pubblicato da La Stampa del 12/5/2010

L'Estonia nell'euro dal gennaio 2011

Arriva il via libera della Commissione europea. Il paese baltico diventerà il diciassettesimo membro dell'Eurozona.


L'Estonia sarà il diciassettesimo paese ad adottare la moneta unica. La Commissione europea ha infatti dato oggi il suo parere favorevole alla richiesta di Tallin, raccomandando ai ministri delle Finanze di approvarla già nella riunione della prossima settimana, mentre il via libera definitivo spetterà poi al vertice dei capi di stato e di governo di giugno.

Il giudizio positivo di Bruxelles è stato accolto con grande soddisfazione dal governo estone, per il quale l'ingresso nell'euro ha un valore altamente simbolico. A giocare a favore del piccolo paese baltico sono stati i suoi conti pubblici, talmente in ordine da risultare quasi un'anomalia nel quadro europeo, composto da deficit e debiti pubblici ben oltre i paletti fissati dal patto di stabilità e di crescita.

Nel 2009 il governo di Tallin, nonostante una contrazione della crescita del 14,6 per cento, è infatti riuscito a far scendere il rapporto deficit-prodotto interno lordo dal 2,7 all'1,7 per cento, mentre il rapporto debito pubblico-pil è salito dal 4,6 al 7,2 per cento. Le condizioni fissate dal Trattato di Maastricht per l'adozione dell'euro prevedono che i rapporti deficit-pil e debito-pil non possano superare rispettivamente il 3 e il 60 per cento.

A destare preoccupazione nella repubblica baltica, che conta 1,3 milioni di abitanti, è solo il rischio inflazione. Salita nel 2008 ad oltre il 10 per cento, è stata ricondotta all'1,3 per cento quest'anno ed è prevista al 2 per cento nel 2011. La Banca centrale europea ha espresso “inquietudini” sulla dinamica dei prezzi, che dovrà quindi restare sotto osservazione.

“L'ingresso dell'Estonia nella zona dell'euro è un chiaro e importante segnale di fiducia per il futuro della moneta unica”, ha commentato il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso. Gli ha fatto eco il commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, secondo cui il via libera all'Estonia rappresenta “un segnale forte per la zona euro e, più complessivamente, per l'intera Unione europea”.


#15 manu69

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Parašė 07 liepos 2010 - 01:15

Rodyti pranešimąfabricijus, Jul 6 2010, 17:56, pasakė:

Il giudizio positivo di Bruxelles è stato accolto con grande soddisfazione dal governo estone, per il quale l'ingresso nell'euro ha un valore altamente simbolico.

“L'ingresso dell'Estonia nella zona dell'euro è un chiaro e importante segnale di fiducia per il futuro della moneta unica”, ha commentato il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso. Gli ha fatto eco il commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, secondo cui il via libera all'Estonia rappresenta “un segnale forte per la zona euro e, più complessivamente, per l'intera Unione europea”.


Mi viene da pensare che è l'EuroZona che ha bisogno di "allargamenti" non i vari staterelli di contorno.
E siamo sicuri che adottare l'euro sia "diventare ricchi" ??

Io dalle mie parti ,quest'anno, vedo turisti Polacchi, Ceki e Ungheresi, ma non Slovacchi, Sloveni o Estoni...


#16 man67

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Parašė 07 liepos 2010 - 08:57

Rodyti pranešimąmanu69, Jul 7 2010, 00:15, pasakė:

Mi viene da pensare che è l'EuroZona che ha bisogno di "allargamenti" non i vari staterelli di contorno.
E siamo sicuri che adottare l'euro sia "diventare ricchi" ??

Io dalle mie parti ,quest'anno, vedo turisti Polacchi, Ceki e Ungheresi, ma non Slovacchi, Sloveni o Estoni...


Non so se adottare l'euro e' da ricchi, sicuramente e' una cosa che unisce ed impegna i partecipanti al club piu' di quanto abbia fatto la comunita' europea in decenni di quasinutile esistenza.
Non voglio pensare al rapporto di cambio che avrebbe potuto raggiungere oggi il lira-marco se ancora esistessero.

Agli Svizzera l'euro non serve, serve nei paesi dei pagliacci ...


#17 icekemia

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Parašė 07 liepos 2010 - 19:30

a chi si prende le commissioni di signoraggio fa comodo che entrino più paesi possibile nell'eurozona


#18 manu69

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Parašė 08 liepos 2010 - 01:27

... e pensare che il Litas è da circa 20 anni bloccato, artificialmente (3.45/1euro)
Non me ne intendo, ma a senso, credo sia buona cosa.
Quando fu bloccato 1 a 4 con il dollaro americano era l'unica moneta al mondo in tale condizioni. ...


#19 man67

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Parašė 08 liepos 2010 - 18:33

Rodyti pranešimąmanu69, Jul 8 2010, 00:27, pasakė:

... e pensare che il Litas è da circa 20 anni bloccato, artificialmente (3.45/1euro)


questi pagani hanno poteri inimmaginabili :)


#20 Vito61

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Parašė 08 liepos 2010 - 22:27

Rodyti pranešimąman67, Jul 8 2010, 17:33, pasakė:

questi pagani hanno poteri inimmaginabili :)

o una buona Banca Centrale.